Lankum

Between The Earth And Sky

2017 (Rough Trade) | avant-folk

Già conosciuto come Lynched, il gruppo irlandese ha scelto di chiamarsi Lankum, dopo aver scoperto che il temine “lynching” è utilizzato in America per identificare quelle organizzazioni clandestine che esercitano il controllo sociale attraverso punizioni extragiudiziali, una pratica considerata dalla legge statunitense come affine al terrorismo. Nonostante il nome fosse frutto di un gioco di parole legato a due dei membri, nonché fratelli Ian e Daragh Lynch, la band ha avvertito la necessità morale di modificarlo; la scelta è caduta sul protagonista di una delle murder ballad più violente della tradizione folk, preservando così il fascino oscuro e gotico del progetto irlandese.

“Between The Earth And Sky” è l’album folk più criptico che sia stato partorito nel 2017, un progetto che affonda le sue radici antropologiche e culturali nei meandri più inquietanti e ambigui della tradizione popolare. E’ un disco ambizioso, intenso, ben lontano dalle canoniche riletture di edulcorate folk-band contemporanee. La musica dei Lankum è irriverente come il punk-folk dei Pogues ed è altresì moderna e avanguardista, nel suo insieme di danze irlandesi, drone-music, minimalismo e germogli di kraut-rock.

Avvincente, originale, autentico e baciato da una ruvida bellezza, il progetto è uno stimolante affresco culturale. Il realismo prevale sulla nostalgia già dalle prime note dell’introduttiva “What Will We Do When We Have No Money”, un’intensa liturgia del dolore adagiata su un tappeto di droni ricavati dal suono più profondo e cupo delle uilleann pipes (le caratteristiche cornamuse irlandesi).
I Lankum aprono così le porte a una poetica folk visionaria che trova la sua apoteosi sonora nell’ipnotica preghiera di “Déanta In Éireann”: perfetta sinergia creativa tra gli idiomi letterari e quelli musicali tipici della tradizione folk. Ancor più oltraggiosa e ambiziosa è “The Turkish Reveille”, una ballata che, oltre a occupare un’intera facciata del doppio vinile, si snoda su un drone malsano e distante, senza mai abbandonare la propria austerità, anche quando le voci azzardano uno slancio melodico più soave.

Il fascino del nuovo album degli irlandesi non è solo legato alle contaminazioni avantgarde, anche quando la band resta maggiormente ancorata al passato, lo fa con un piglio e un brio singolari. La versione a cappella di “Peat Bog Soldiers” non solo è più intensa della celebre versione dei Dubliners, ma ne ripristina perfino la valenza politica e sociale, sottolineando il tono inquieto e sofferente dei protagonisti, ovvero un gruppo di lavoratori in un campo di concentramento.
Anche le allegre e spensierate note di “Sergeant William Bailey” e “Bad Luck To The Rolling Water” sposano alla perfezione tradizione e modernità, attraverso sonorità spoglie e arguti arrangiamenti vocali e strumentali.
"Between The Earth And Sky” è alfine una sincera e dolorosa messa in scena di tutte le ambiguità e contraddizioni morali della cultura popolare, un misto di sacro e profano dove vita e morte si confondono, in un divenire poetico che ancora una volta sottolinea l'unicità della musica folk.

(11/01/2018)



  • Tracklist
  1. What Will We Do When We Have No Money
  2. Sergeant William Bailey
  3. Peat Bog Soldiers
  4. The Townie Polka
  5. Bad Luck To The Rolling Water
  6. Déanta In Éireann
  7. The Granite Gaze
  8. The Turkish Reveille
  9. Willow Garden




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