Laraaji

Bring On The Sun

2017 (All Saints) | ambient, new age

C'erano una volta sei note suonate da un pianoforte all'inizio di un disco. Erano l'incipit di un album diverso dal solito, con un dettaglio di una cartina geografica in copertina e dall'aspetto di una compilation, con quell'ambiguo e gelido nome "Ambient 1: Music for Airports". Tuttavia, come insegna la saggezza popolare, non bisogna giudicare un libro dalla copertina, e così si scoprì che quel titolo non era così freddo e analitico come sembrava, che quelle sei note erano i personaggi sonori di un lungo viaggio nella musicologia - il primo di questo tipo - che conduceva dal minimalismo all'ambient. L'autore di questa storia a lieto fine per l'industria discografica fu un ancora giovane Brian Eno, il quale con la quadrilogia "Ambient" costruì le fondamenta per un genere musicale: l'ambient music.

Il terzo capitolo della serie (dopo un secondo accompagnato dall'altrettanto pionieristico Harold Budd) determinò la svolta. Brian Eno decise di coinvolgere una sua personalissima scoperta, ovvero il polistrumentista Edward Larry Gordon. Edward non appariva propriamente un compositore come l'invece serioso Budd; aspirante comico, amante del misticismo orientale e artista di strada erano i caratteri principali di quello che sarebbe stato il co-creatore di "Ambient 3: Day Of Radiance". Sempre fedele al detto popolare di cui sopra, quel suonatore di zithra e dulcimer (che già allora si faceva chiamare Laraaji e aveva alle spalle due dischi) inaugurò con Eno un sottogenere dell'ambient che avrebbe trovato la sua fortuna quasi un decennio dopo sotto il nome di new age.
Tutto ciò accadeva nel 1980. Da allora, Laraaji non smise più di produrre. Si potrebbero contare oltre trenta opere realizzate dal produttore/guru della new age, tra collaborazioni, esperimenti musicologici, esplorazioni nelle sonorità mistiche. Malgrado, però, una così vasta produzione, la qualità e la volontà di innovare non si è mai spenta in Gordon, che con l'avanzare dell'età non ha conosciuto alcun calo di creatività. Il suo ultimo lavoro si duplica in due dischi: "Sun Gong" e "Bring On The Sun", realizzati con Davey Jewell (Flaming Lips) e Carlos Niño, che approfondiscono ben oltre le soglie dell'ambient la personale declinazione musicale di Laraaji.

I due dischi sono profondamente differenti, seppur legati dal filo conduttore del richiamo alle atmosfere world e riflessive tipiche del compositore. Da una parte abbiamo "Bring On The Sun", che si potrebbe identificare come una rilettura di Laraaji di vari generi musicali in chiave sperimentale, e dall'altra abbiamo il meditativo e originale "Sun Gong", che esplora e dipana il suono dell'antichissimo strumento cinese per la riflessione. Dal primo disco, "Laraajazzi" ridisegna un Sun Ra sostituendo gli strumenti dell'orchestra jazz con un comparto di fiati e corde etniche. "Change" è un blues di chitarra acustica disteso fino a sembrare una preghiera (o a ricordare le origini del genere), "Reborn In Virginia" suona più meditativa ma resta - come la precedente - sulla scia di un ambient ammiccante al folk (come certi passaggi di The Child Of A Creek).

La graduale dispersione dei suoni elettronici guida l'ascolto verso le due tracce di chiusura. "Open The Gift", brano ambient su due livelli, è una lezione spirituale di Laraaji intonata dalla sua voce profonda su uno sfondo di elettronica cosmica; "Ocean Flow Zither" ritorna sull'orientalismo acustico in chiave new age.
Discorso a parte merita "Sun Gong" nelle sue due parti di oltre dieci minuti ciascuna. Malgrado siano due brani elettronici costruiti sulla dissezione del suono prodotto dal gong, riescono a tradursi in un profondo viaggio nelle vibrazioni necessarie alla meditazione, senza risparmiare passaggi attraverso canti litanici e lo scrosciare di un ruscelletto, creando un contesto in continuo divenire.

Laraaji dichiara che si tratta di improvvisazioni musicali che fluiscono dalla sua immaginazione. La verità è che - in particolare in "Sun Gong" - si respira l'aria gelida dell'Himalaya quando viene percorso dalle prime luci dell'alba, si possono sentire le vesti dei monaci scuotersi sotto il vento mattutino, è più una vocazione che una semplice intuizione musicale. Ciò che dipinge Laraaji è la stessa atmosfera trascendentale che si riesce a leggere nella penultima composizione di Brian Eno "The Ship": i due condividono la medesima capacità di creare ambientazioni con la musica che non siano mai forme bidimensionali, ma veri e propri mondi fatti di suono.

(25/09/2017)



  • Tracklist
Bring On The Sun

  1. Introspection
  2. Harmonica Drone
  3. Enthusiasm
  4. Laraajazzi
  5. Change
  6. Reborn In Virginia
  7. Open The Gift
  8. Ocean Flow Zither

Sun Gong

  1. Sun Gong No. 1
  2. Sun Gong No. 2
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