Lesley Duncan

Sing Lesley Sing: The RCA & CBS Recordings (1968-1972)

2017 (Rpm/Cherry Red) | folk-pop, songwriter

Negli anni 70 entrare in un negozio e comprare un 33 giri era un'emozione che è difficile spiegare a parole, ben diversa da quella che provano i moderni fruitori del vintage discografico. Ogni elemento di un disco era fonte di curiosità e analisi, si partiva dalla copertina, poi si passava alle informazioni su autori e musicisti, cercando spunti e notizie che potessero tornare utili per futuri acquisti.
Chi ha qualche volta spulciato tra le righe di quel gioiello della canzone d'autore di Elton John che è "Tumbleweed Connection" non ha potuto fare a meno di notare l'unico brano non firmato dal celebre musicista inglese, ovvero "Love Song". L'autrice è Lesley Duncan, una delle primissime cantautrici del Regno Unito, già affermata compositrice di brani interpretati da Walker Brothers, The Swinging Blue Jeans e altri vocalist, nonché corista di Dusty Springfield, Donovan, Long John Baldry, Kiki Dee, Ringo Starr e molti altri, ma non va dimenticata la sua presenza in album importanti come "Jesus Christ Superstar", "The Dark Side Of The Moon" e "Eve".

Scomparsa all'età di sessantasette anni per una malattia cerebrovascolare, Lesley Duncan ha inciso cinque album a cavallo tra il 1970 e il 1977, ma tranne una sparuta ristampa nel 2000 dei primi due dischi e le recenti edizioni giapponesi targate 2016 la loro presenza sul mercato discografico non è mai stata all'altezza dell'intrinseca qualità. Lo stile dell'autrice è affine alla scuola folk-pop americana, con particolare riguardo a Carole King o Laura Nyro. Il tono è agrodolce, un po' malinconico, le canzoni sono raffinate e amabili, rese ancor più interessanti da una voce morbida e appassionata, che a molti ricorderà Natalie Merchant, gli arrangiamenti sono densi, maturi, raramente sopra le righe.

Chris Spedding, Ray Cooper ed Elton John sono alcuni dei musicisti presenti nell'esordio "Sing Children Sing" (primo dei due album racchiuso nella doppia antologia), album ricco di deliziose canzoni folk-pop, a volte ingentilite da un tocco di hammond ("Chain Of Love"), più spesso sorrette da un fragile lirismo dai profumi hippie alla Tim Hardin ("Lullaby") o da briciole di blues (l'intensa "Mr. Rubin", che finirà poi nel repertorio di Long John Baldry).
Delizie acustiche per chitarra e voce ("Rainbow Games"), pregiate canzoni d'autore ("Love Song"), inattesi toni chamber-pop ("Crying In The Sun") e stuzzicanti intuizioni pop ("Sing Children Sing", che sembra abbia ispirato perfino David Bowie) completano un disco dal fascino delicato e sincero.

Il secondo album, "Earth Mother", non solo conferma la qualità della scrittura con degli arrangiamenti più personali, ma ribadisce la forte personalità spirituale dell'autrice, sottolineando con maggior forza le sue convinzioni sociali e politiche. Mentre Elton John assapora il successo mondiale di "Rocket Man", Lesley Duncan mette insieme ancora una volta una band di musicisti eccellenti: a un Chris Spedding in forma smagliante si aggiungono Andy Bown e Barry De Souza, mentre Jimmy Horowitz resta al banco della produzione.
La lunga title track è non solo il centro gravitazionale dell'album, ma anche la chiave di lettura del mancato successo del progetto: il tono apocalittico e greve del brano, infatti, poco si adatta alle regole del mercato dei 45 giri. Tutto l'album è in verità preda delle difficoltà personali dell'artista, ormai vicina a un doloroso divorzio con Horowitz.
Nonostante tutto, si tratta di un altro delizioso campionario folk-pop: i toni sono spesso più decisi ("Times") o più crepuscolari ("Love Will Never Lose You", "If It's All The Same To You"), a volte intensi e spirituali ("God Is Real").

Coerente con i suoi principi, l'autrice e cantante inglese, dopo l'inconsistente riscontro commerciale, e dopo aver inciso altri tre album, sceglie di ritirarsi in campagna con il secondo marito Tony Cox, dedicandosi a molte opere di volontariato, nonché alla cura e salvaguardia di cani abbandonati.
L'artista rinuncerà alle lusinghe dello star system musicale, che anni dopo proverà a rivalutarne il profilo artistico tentando di capitalizzare l'enorme interesse dei fan e la stima di colleghi illustri. Al di là di una nuova versione di "Sing Children Sing", incisa per raccogliere fondi per l'infanzia abbandonata, Duncan preferirà il calore della famiglia e dell'amicizia restando in un piacevole anonimato, che avvolgerà anche la cronaca degli ultimi dolorosi giorni.

(02/09/2017)



  • Tracklist
  1. Chain Of Love
  2. Lullaby
  3. Help Me Jesus
  4. Mr. Rubin
  5. Rainbow Games
  6. Love Song
  7. Sunshine (Send Them Away)
  8. Crying In The Sun
  9. Emma
  10. If You Won't Be Mine
  11. Sing Children Sing
  12. Lullaby (Single Version)
  13. I Love You, I Love You
  14. A Road To Nowhere
  15. Love Song (Single Version)
  16. Sing Children Sing (Single Version)
  17. Exactly Who You Are
  18. Times
  19. Queen To Your King
  20. Love Will Never Lose You
  21. Thunder
  22. God Is Real (In My Soul)
  23. Fortieth Floor
  24. Old Friends
  25. Sorry Living
  26. If It's All The Same To You
  27. Earth Mother
  28. By And Bye




Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.