Lucio Leoni

Il lupo cattivo

2017 (Lapidarie Incisioni/Company) | alt-pop, songwriter

Se siete alla ricerca del nuovo Daniele Silvestri, di un volto fresco in grado di miscelare veraci radici romane con testi sagaci e dissacranti, che non sia soltanto un prode poeta metropolitano bensì anche un certosino curatore di suoni con la propensione per la trasversalità stilistica, beh, quello di Lucio Leoni potrebbe essere il nome giusto. Giunto al terzo disco, centra la svolta della vita, confezionando undici tracce fuori dal comune, che sanno far divertire (“La pecora nel bosco” e “Le interiora di Filippo” sono due esempi irresistibili e illuminanti) quanto riscaldare il cuore (“Stile libero”, morbido r&b sul quale avrebbe affettuosamente inserito un featuring di Tiziano Ferro, ricercato con veri e propri appelli – ignorati dal destinatario - sui social).

“Il lupo cattivo” ha la medesima eterogeneità di “Acrobati”, e segna ulteriori conferme circa la bontà del lavoro di Lucio, mai immobile su posizioni precostituite, ma pronto ad accogliere qualsiasi influenza esterna in un personale meltin’ pot che salda assieme piccoli quadretti capitolini, ricchi di profondi aspetti autobiografici, e forti aperture verso il mondo. Fra metafore e frattaglie, storie d’amore e di fornelli, sigarette e notti insonni, monologhi e passione calcistica, Leoni si gioca bene anche la carta del sociale, trasformando “Io sono uno” di Luigi Tenco attraverso l’inserimento nel testo di estratti da un discorso tenuto dallo stesso Tenco al Beat 72 di Roma sull’argomento ”La canzone di protesta”.

Miscelando ritmi incalzanti a frangenti più intimisti (“Sigarette”, “Niente di male”, la dolcissima “Piccolo miracolo”), Leoni dimostra sia la minuziosissima cura dei testi, ricchi di deliziosi giochi di parole, sia la capacità di architettare uno stile singolare, lasciando entrare nello stesso recinto cadenze jazzy e tappeti electro, folk mutuato della scuola romana e derive indie-pop.
Il cantautore sa spingersi persino con autorevolezza e credibilità verso lidi hip-hop (“Perché non dormi mai”) e rap barricaderi (“Impossibile essere possibile”) dove le battaglie affrontate hanno spesso l’amore al centro della trattazione.
Quarantotto minuti densi di idee e colpi di genio come – ahimé -  non se ne trovano troppo spesso.

(28/12/2017)

  • Tracklist
  1. La pecora nel bosco
  2. Stile libero
  3. Le interiora di Filippo
  4. Sigarette
  5. Mapuche
  6. Perché non dormi mai
  7. Niente di male
  8. Impossibile essere possibile
  9. Piccolo miracolo
  10. Io sono uno
  11. Il lupo cattivo




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