Macelleria Mobile di Mezzanotte

Hiver Noir

2017 (Subsound Records) | doom, dark-ambient, jazz-noir, drone

Tra gli artisti italiani che meriterebbero di calcare il palco del Roadhouse di "Twin Peaks" non è difficile immaginare i Macelleria Mobile di Mezzanotte. Nati all’inizio del Duemila a Roma come progetto industrial di Adriano Vincenti, con l’ingresso in pianta stabile di Lorenzo Macinanti per la parte elettronica e Pierluigi Ferro al sax, i MMM diventano una vera e propria band devota a forme evanescenti di doom/noir jazz dalle tinte scurissime. Il nome MMM fu tratto in origine dalla versione italiana del titolo di un racconto dello scrittore splatter punk Clive Barker (in originale era “The Midnight Meat Train”) e i riferimenti “iconografici” del progetto erano principalmente legati alla cronaca nera nazionale e all’hard boiled. Oggi, salta subito alle orecchie la loro passione per le atmosfere evocate dalle musiche di Angelo Badalamenti e dai Dale Cooper Quartet & Dictaphones.

Il loro nuovo album, intitolato “Hiver Noir”, uscito per Subsound Records, vede anche la presenza di Manuele Frau (Der Noir, Blackland) alla chitarra e di Riccardo Chiaretti (Diniego, Chaos/Order, Mouth of Indifference, MBR) al basso, al piano e al sintetizzatore. Qui siamo in presenza di un lavoro in massima parte strumentale, a parte l’evocativa “Last Kiss By The Volga” in cui il cantato di Vincenti fa un po’ da trait d’union con il precedente album “Funeral Jazz”. Del brano è stato realizzato anche un video, a cura di Vito Losinno (E-Aktion), con la partecipazione della modella Vivi Von Sternberg.
“Hiver Noir” è un ulteriore passo avanti di una band che è riuscita sempre a ritagliarsi una via personale, lontanissima dalle mode, capace sempre di evolversi e modificare il proprio sound senza perdere la propria identità. Con brani come “Taiga”, “Az Vozdam” e “Submisyvnyi Jazz (pivnik U Kyevi)” siamo nell’ambito di una “doomtronica” che scioglie nell’acido gocce di jazz dall’anima nera ma dalla pelle bianca e apparentemente immacolata. Si tratta di forme devianti di jazz doom con derive ambient che, almeno in parte, possono ricordare i lavori di The Mount Fuji Doomjazz Corporation e Bohren & der Club of Gore.

Come hanno dichiarato gli stessi MMM, “Hiver Noir” è “lunga colonna sonora per un ipotetico viaggio nel cuore di un freddo inverno” e, in effetti, ascoltando il loro nuovo lavoro, vengono proprio in mente lunghe passeggiate sulle rive coperte di neve (e di sangue) del fiume Volga, tra depressive atmosfere dark-ambient e synth che evocano paesaggi di ghiaccio. Si ascolti, a riguardo, l’evocativa title track. Dalle ceneri di un funereo “crime noir jazz”, i MMM fanno quindi un ulteriore balzo nel buio, un vero e proprio viaggio al termine della notte, sempre alla ricerca dell’ingresso nascosto alla “black lodge”.

(23/11/2017)



  • Tracklist
  1. Taiga
  2. Baikal Lake
  3. Last Kiss by the Volga
  4. Az Vozdam
  5. Submisyvnyi Jazz (pivnik U Kyevi)
  6. Pered Snegopadom
  7. Hiver Noir
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