Maelstrom

Her Empty Eyes

2017 (RAAR) | experimental, electro, techno

Per la scelta del suo moniker, il producer francese Joan-Mael Péneau ha ben pensato di tirare in ballo il Maelström, particolare fenomeno, simile a un gorgo, causato dalla marea lungo la costa atlantica della Norvegia, nei pressi delle isole Lofoten; un evento, tra l'altro, raccontato figurativamente anche dal grande scrittore Edgar Allan Poe nell'opera “Una discesa nel Maelström”. Ed è proprio a una rappresentazione sonora di tale inquietante processo naturale che l’elettronica di Péneau tende talvolta senza mezze misure, in particolare modo nel qui presente Lp d’esordio edito per la sua RAAR, che segue tutta una serie di Ep e collaborazioni messi in piedi dal 2010 ad oggi, e che lo hanno portato a esibirsi negli avamposti più celebri ed esplosivi della musica elettronica contemporanea, come il famosissimo Berghain di Berlino e l’affascinante Rex Club di Parigi.

L’album, intitolato “Her Empty Eyes”, si pone come la colonna sonora di un romanzo immaginario in cui prendono forma le turbolenti vicende di Marina, una giovane fotoreporter di guerra che incontra John Dos Passos e Ernest Hemingway, George Orwell e Buenavaentura Durruti; il tutto ambientato dal 1936 al 1939 in un contesto di guerra e di spie sovietiche, bombe e distruzione. Un immaginario dunque vastissimo e particolarissimo, quello di Maelstrom, che in alcuni momenti rimanda sotto il piano stilistico all’Andy Stott più cupo e melanconico di “We Stay Togheter”.
Tra le varie tracce del disco, prende il sopravvento una catarsi continua tesa a dare vita a ripetuti battiti oscuri, voci filtrate in spagnolo, incubi post-industriali, frattaglie electro come nel caso di “Woman Training for A Republican Militia” e della successiva “Throwing Grain Into Air”, quasi a voler fondere elementi propri della minimal wave, con tanto di sintetizzatori vintage, e orientamenti ambient malefici in scia Blackest Ever Black.

Joan-Mael Péneau infittisce le zone d’ombra con variazioni dal sapore tutt’altro che recente, qualcosa a metà strada tra i primi Autechre e le distorsioni malate di Anstam (“Where Is Nin”). Manca però quel guizzo capace di elevare l’intera faccenda da mera suggestione a effettiva cattura. Ciò nonostante, “Her Empty Eyes” offre una buona prova di pura evasione electro dalle tinte noir da gustare al meglio a luci basse, possibilmente di notte e in perfetta solitudine. 

(26/11/2017)

  • Tracklist

1. The Murder Of Jose Robles
2. Battle Of Jarama
3. Woman Training for A Republican Militia
4. Throwing Grain Into Air
5. Hotel Florida Room 108
6. Respite In Albacete
7. A Victory At Teruel
8. Where Is Nin
9. The Elimination Of Dissidents
10. Escaping From Malaga
11. Snow Falls Across The Border

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