Mapa

No Automatu

2017 (Gusstaff) | electro

Nato dall'incontro tra il polacco Marcin Dymiter e il tedesco Paul Wirkus, il moniker Mapa dà alla luce un primo "Fudo" (1998) per agganciarsi alle coeve emanazioni post-rock orientato all'elettronica teutonica (Mouse On Mars, To Rococo Rot), in bozzetti lounge con un'indole afferente a Brian Eno, spesso minimi.

Dopo essersi quasi dispersi in mille progetti a testa, i due si ritrovano a nome Mapa, quasi vent'anni dopo, per "No Automatu". Stavolta l'esigenza di suonare inseguendo una moda inaugurata da qualcun altro sfuma nella più generica tendenza al revival vintage dell'analogico. I due la interpretano in senso ampio, con una discreta libertà: lo swing marziano di "MPA Jazz" diventa un'orologeria elettronica che riprende certe dimenticate intuizioni dei primi Add N To (X), e "Bunt Tragiczny" associa l'usuale battito Kraftwerk-iano a una sonata per intonarumori alla Luigi Russolo.

Se il ritmo continua a imperare nelle due gemellate "Heute Tanz A" e "B", turbine elettrostatiche a tempo di boogie cosmico (la seconda con stridori cristallini), e ancor di più nella gargantuana, brutale title track, al massimo poi rallentando nei fragori elettrici industriali in "Rudyment" (per i loro standard, un tempo quasi slowcore), nella versione mignon dei Throbbing Gristle di "Heathen Earth" che si ode nelle allucinazioni di "Nigdy Tam Nie Bylem", e ravvivandosi nuovamente in "Antibiotikum", che quasi cita i geroglifici meccanici dei Cluster di "Zuckerzeit", a vincere è invece una estesa meditazione aritmica, "Bez EQ". Concepito a tecnica mista, è un collage austero che impiega un'elettroacustica di seconda mano, tra suoni trovati e loop, rozzi giochi stereofonici e interferenze radio, per ambire a calibrare registri tanto informi quanto ciclici.

Un duo equilibrato, stilisticamente sfumato, che non soffre di protagonismi e spruzzato, invece che intinto, d'avanguardia che vive di suoni e tecniche automatiche (a volte troppo riconoscibili per essere anche stupefacenti) e dei loro rapporti con le geometrie frivole e ripetitive dei pezzi. Portato con scaltrezza, ingegno kitsch, attitudine quasi punk-rock, e c'è anche salace ironia.

(17/10/2017)

  • Tracklist
  1. MPA Jazz
  2. Bunt Tragiczny
  3. Heute Tanz A
  4. Bez EQ
  5. Heute Tanz B
  6. Rudyment
  7. Nigdy Tam Nie Bylem
  8. Antibiotikum
  9. No Automatu
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