Mark Eitzel

Hey Mr Ferryman

2017 (Merge / Decor) | chamber-pop, slow-crooner, folk

Ogni nuovo disco di Mark Eitzel è come un nuovo film di Scorsese: sai già che il contenuto sarà monumentale quanto iconografico, un prodotto comunque "solido", da regalare a scatola chiusa. È chiaro che questa nomea può essere una fortuna quanto una croce, rendendo difficile distinguere, in una carriera ormai sterminata tra American Music Club e dischi solisti, i lavori che spiccano davvero.
"Hey Mr Ferryman" potrebbe essere uno di questi ultimi, e già nell'artwork potrebbe essere scambiato per una colonna sonora, per un film su un detective corrotto dagli istinti suicidi, o sul difficile divorzio del timoniere, appunto, del traghetto per Staten Island, e anche nel contenuto, così potentemente curato, ha tutti i crismi per sonorizzare un "classicone" americano.

Sicuramente è un disco che mostra una vitalità espressiva rinnovata per Eitzel che, con la sua voce inconfondibile e la sua interpretazione "adulta", da crooner malandato, dopo gli anni dello slow-core, si muove pericolosamente sul crinale tra mestiere ed emozione. I brani di "Hey Mr Ferryman" hanno però, come già accennato, la forza iconografica di un profilo di Al Pacino, o del fumo che esce dai tombini di Manhattan, che gli arrangiamenti di più forte ispirazione anni 70 aiutano a disegnare, sulla scorta delle istrioniche interpretazioni dalle sfumature Cave-iane di Eitzel.
Frizzanti gala coi Fleetwood Mac in sottofondo ("The Last Ten Years") si fondono così col tipico melò di Mark ("The Road"), senza disdegnare un tono narrativo nel brano da crooner psych-folk "An Angel's Wing Brushed The Penny Slots".

Quando l'impostazione si fonda appunto su un'iconografia così radicata come quella di Eitzel, la sensazione di spersonalizzazione e di "tipizzazione" può a volte prevalere (il poliziesco vagamente National di "La Llorona", lo slow-crooning di "Mr Humphries"), ma quando le luci si spengono, la magia di un talento vero si fa reale, nei finali di "Sleep From My Eyes" e "The Singer (For Jason Molina)" e in quella che è forse la traccia migliore del disco, la Cohen-iana "Nothing And Everything".
Arrangiamenti curati da Bernard Butler dei Suede, album registrato a Londra.

(14/02/2017)



  • Tracklist
  1. The Last Ten Years
  2. An Answer
  3. The Road
  4. Nothing and Everything
  5. An Angel's Wing Brushed the Penny Slots
  6. In My Role as a Professional Singer and Ham
  7. Mr. Humphries
  8. La Llorona
  9. Just Because
  10. Let Me Go
  11. Sleep From My Eyes
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