MCVX

Voyagers

2017 (Krysalisound) | ambient/elettronica

All’esordio con la preziosa etichetta handmade Krysalisound di Francis M. Gri, MCVX è il suggestivo progetto del giovane Carlo Monti, di base a Gallarate (Varese). “Voyagers” si inserisce in maniera non banale entro il recente ritorno di fiamma, da parte della sperimentazione elettronica e della dark-ambient, per le tematiche legate alle esplorazioni nello spazio ignoto – soltanto un anno fa Roly Porter, Lustmord e il premiato duo Reznor/Ross (la dedica alla Nasa del singolo “Juno”).

Il titolo fa esplicito riferimento all’ormai quarantennale Voyager Golden Record, in pratica la compilation che l’umanità ha dedicato alle eventuali forme di vita aliene che dovessero incontrare la nostra sonda. Frasi recitate in 55 lingue diverse, oltre ovviamente a un campionario di creazioni musicali che va dai canti popolari al blues-rock alla Quinta di Beethoven. Ma un’opera che si ispiri in tutto e per tutto al viaggio di questo disco dorato deve partire dalla consapevolezza che il suo messaggio sia racchiuso in una minuscola, metaforica bottiglia che galleggia in un oceano senza fine.
Nel fluido contrasto tra caos e desolazione, vuoto d’aria e voci del passato, si realizza dunque la densa partitura elettronica di MCVX, che in nessuna sua parte evoca il diario di bordo di un viaggio immaginario, quanto piuttosto la tormentata e multiforme descrizione di un sentimento universale diviso tra stupore e senso di abbandono.

Accordi di pianoforte alla Atticus Ross scandiscono la partenza per una traversata dalla quale non si è certi di fare ritorno. In “Perpetual Angelus” segnali radio confusi e spie intermittenti afferrano frammenti della nostra lontana civiltà. Con l’ausilio di patch generative digitali, le stratificate ambientazioni – organo e tastiere elettroniche in bilico tra kosmische, new age e odierno espressionismo drone – giungono a sondare territori impervi e del tutto ignoti (“Oceanless”), fanno ingresso in zone spoglie e sacrali (“A Prayer”) e infine approdano su una sponda dalla quale si osserva a distanza la meraviglia e l’orrore di un infinito che il solo pensiero non saprebbe altrimenti concepire.
Ampie vedute non soltanto nella fonte d’ispirazione, ma anche nella sapienza con cui i vari input vengono orchestrati e diffusi nell’area acustica. Qualcosa di decisamente poco comune, parlando di un esordio.

Per motivi legati al copyright dei materiali audio contenuti nel Voyager Golden Record, l’album sarà disponibile in download gratuito dal 12 dicembre 2017.

(10/12/2017)

  • Tracklist
  1. Faded
  2. Perpetual Angelus
  3. Oceanless
  4. A Prayer
  5. On The Shore


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