Microtub

Bite Of The Orange

2017 (Sofa) | acoustic drone

Da ruolo secondario a protagonista: come già avvenuto per strumenti quali il contrabbasso, la fisarmonica e il fagotto, la musica contemporanea ha trovato una via per valorizzare pienamente la voce singolare della tuba, possente ottone della tradizione orchestrale e bandistica. Il suo tono gutturale – il più grave dell'intera famiglia – offre infatti incredibili opportunità all'arte dell'improvvisazione e alla drone music, sebbene ciò richieda anche facoltà tecniche ed espressive fuori dal comune.

Tra gli esempi virtuosi più recenti occorre citare Per-Åke Holmlander, della cerchia di Mats Gustafsson e della sua Fire! Orchestra, e il versatile Carl Ludwig Hübsch, apparso anche nell'originalissimo Ariha Brass Quartet. Infine giungiamo a Microtub, il trio norvegese che ha eletto la tuba a unico elemento della propria ricerca sonora, e che quest'anno dà alle stampe la sua terza sessione in studio; appena un mese prima, uno di loro (Martin Taxt) figurava nell'esordio degli anomali Muddersten, anch'esso edito da Sofa.
Il prefisso nel nome della formazione fa esplicito riferimento al lessico microtonale adottato, ancor più calzante in relazione ai tre brani che compongono il breve Lp "Bite Of The Orange". Si tratta infatti di pezzi tra loro analoghi nell'intersezione di lunghi bordoni sostenuti più a lungo possibile: una pratica che, diversamente dagli abituali percorsi free della scena scandinava, sembra intrattenere un legame diretto con il trascendente evocato nelle suite di Giacinto Scelsi o nei Sieben Tagen di Stockhausen, ancor più inserito nel solco di un ritualismo collettivo, del tutto libero dalle limitazioni imposte dal pentagramma.

Un trittico adescrittivo, distaccato e solenne, che fa confluire ogni energia della formazione nell'atto del soffio, sforzo che nel lungo minutaggio – per ragioni meramente fisiologiche, ancor prima che performative – conduce a un completo svuotamento di pensiero, come per una trasfusione che attraversa il corpo vivo e si effonde in quello inanimato. Una trance riconoscibile anche in questa pubblicazione, ma che risente fortemente dell'assenza di fisicità che caratterizza in modo così marcato l'unione di tre tube all'unisono, assetto capace di dominare acusticamente qualunque tipo di spazio.

La struttura della sede di registrazione (il Palazzo Stabile, centro culturale a Castelletto Molina, provincia di Asti) previene lo sviluppo di risonanze naturali, creando l'illusione di una bolla isolata dalla realtà e dalla successione cronologica: un pensiero verticale, tornando ancora una volta a Morton Feldman, che rese il Tempo l'oggetto e l'essenza della propria musica.

(23/02/2017)

  • Tracklist
  1. Bite Of The Orange
  2. Violet Orange
  3. Violet Man
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