Midori Takada, Masahiko Satoh

Lunar Cruise

2017 (We Release Whatever The Fuck We Want Records) | experimental, world music, ambient

A pochi mesi di distanza dalla ristampa dello storico “Through The Looking Glass”, esordio della compositrice e percussionista giapponese Midori Takada, esce anche “Lunar Cruise”, il suo secondo progetto realizzato ben sette anni dopo, nel 1990 in collaborazione con il pianista jazz Masahiko Satoh, originariamente pubblicato per l’etichetta Epic.
Questo ottimo remaster disponibile in doppio formato, vinile più cd (con traccia bonus)  o cd singolo, è curato dall’audace label svizzera We Release Whatever The Fuck We Want Records, che come ben si evince non fa mistero della sua personalissima policy di pubblicazione.

Nata il 21 dicembre 1951 a Tokyo, Midori Takada rimane una voce piuttosto unica della vitale scena sperimentale giapponese. Sin dai tardi anni Settanta vanta esperienze diversificate che toccano: ambient, jazz, elettronica e world music. A tal proposito, è bene ricordare alcune delle sue primissime collaborazioni con Mkwaju Ensemble, Toru Takemitsu e soprattutto la partecipazione allo splendido, poco noto (e purtroppo quasi introvabile) “Still Way” del compositore Satoshi Ashikawa, pubblicato in origine nel 1982 come secondo capitolo della personale serie Wave Notation comprendente anche “Music For Nine Postcards di Hiroshi Yoshimura (in uscita il 17 novembre per Empire Of Signs) ed “Erik Satie (France 1866-1925)”, con esecuzioni del pianista Satsuki Shibano. 
La prematura scomparsa di Ashikawa, morto in un incidente stradale all’età di trent’anni, poco dopo la pubblicazione del suo unico (e bellissimo) album, ha purtroppo messo la parola fine a questa serie, chissà se forse ci sarà l’occasione per una nuova e gradita ristampa ad ampia diffusione di “Still Way (Wave Notation 2)”, attualmente reperibile a prezzi proibitivi.

Tornando a noi, rispetto allo storico “Through The Looking Glass”, “Lunar Cruise” denota un ampliamento degli orizzonti sonori, con un’evoluzione delle sperimentazioni del precedente lavoro. Da un lato, le percussioni rimangono ancora l’elemento centrale, come dimostra la lunga “Chang Dra”, dall’altro, la palette cromatica si arricchisce grazie alla gradita inclusione di: sintetizzatori, pianoforte, sassofono e clarinetto. Si segnalano per esempio, il delizioso quadretto ambientale “astratto” “Madorone” contraddistinto dall’eccellente lavoro del bassista degli Yellow Magic Orchestra Haruomi Hosono, o la divagazione zen “Ancient Palace”.
Gli ostinati percussivi di brani come “In D” o “Nahm” ricollegano “Lunar Cruise” all’esordio del 1983, mostrando ancora chiara l’influenza di Steve Reich. “A Vanished Illusion” ipotizza invece curiose “fusioni” guidate dal sax soprano di Kazutoki Umezu, mentre nella title track conclusiva, la marimba e i vocalizzi della Takada e il pianoforte di Satoh si avventurano in sentieri rigorosamente acustici a cavallo tra ambient e free-jazz di particolare suggestione.

“Lunar Cruise” è un lavoro molto eclettico che a differenza del precedente album è composto per la maggior parte da brani di breve durata, in un buon equilibrio tra introspezione ambient e curiosi esperimenti d’ibridazione sonoro/stilistici in una fusione arcaico/tecnologica o primitivo/futuristica, volendo scomodare Jon Hassell.
In sintesi, questo album è un piccolo gioiellino proveniente dai tempi che furono, ma che certamente conferma ancora una volta il talento non comune di Midori Takada, aggiungendo un nuovo tassello alla nostra consapevolezza musicale.

(08/11/2017)

  • Tracklist
  1. Nahm 
  2. Ancient Palace 
  3. A Vanished Illusion 
  4. Jyomuran 
  5. Monody 
  6. In "D" 
  7. Madorone
  8. Chang-Dra 
  9. Lunar Cruise


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