Mt. Wolf

Aetherlight

2017 (Crc Music) | dream-pop, chamber-pop

Sono stati anni difficili per i londinesi Mt Wolf, quelli intercorsi tra il primo Ep “Life Sized Ghosts“ (2012) e il loro primo vero album, “Aetherlight”. Nonostante il subitaneo successo nelle classifiche inglesi, la band non ha retto all’abbandono della cantante Kate Sproule, sciogliendosi nel 2013 per poi riformarsi un anno dopo. Ridotti a trio, Sebastian Fox (tastiere), Stevie McMinn (chitarra) e Alex Mitchell (percussioni) hanno proseguito senza sollevare particolari attenzioni da parte di critica e pubblico, licenziando altresì due Ep ignorati dal pubblico, prima di pubblicare l'ambito esordio.

Privi del carisma della voce femminile, i Mt Wolf concentrano l’attenzione sulle tessiture strumentali, pescando a piene mani nell’immaginario romantico ed etereo dei Sigur Ros e dei Mogwai. Il risultato è un album che riesce a tenere salda l’attenzione, nonostante le citazioni e i richiami stilistici siano spesso ingombranti. La scrittura delle canzoni è non solo solida ma anche articolata e complessa, a questo si aggiunge un intelligente uso delle voci, che tra falsetto e toni più plumbei creano una raffinata e intensa atmosfera.

La musica di “Aetherlight” è fatta di sfumature dai toni opachi, le armonie sono dilatate, fluide, anche quando le canzoni hanno il piglio del brano d’autore (“Heavenbound”), o flirtano con il possente suono della batteria (“The Electric”).
Su coordinate spesso simili al post-rock la band inglese introduce dream-folk e pop, mantenendo cadenze ora auliche (“Soteria”) ora epiche (“Anacrusis”); a volte indugia e invita alla contemplazione (“Hamburg”, “Starliner II”) o avvolge l’ascoltatore con sonorità quasi elegiache (“Bohemia ”,“Hex”). Quello che infine affascina in particolar modo è la capacità del gruppo di evolvere in pochi minuti una semplice melodia in qualcosa di più complesso (“Dorji”), o di trasformare un interludio in una vera e propria canzone (“Tucana”), inoltre il duro lavoro di cesellatura e di rifinitura mette in luce una maturità espressiva molto interessante.

Con queste premesse, “Aetherlight” potrebbe candidarsi come una delle rivelazioni di questo 2017, ma alla fine l’esordio dei Mt. Wolf è un album dal fascino bifronte, capace di dividere gli ascoltatori in detrattori e ammiratori, a loro modo vittime di un’alchimia sonora il cui appeal rischia di essere fugace e incapace di resistere al giudizio del tempo. 

P.S.: Pubblicata anche una versione solo strumentale dell'intero album.

(14/12/2017)



  • Tracklist
  1. Intro
  2. Heavenbound
  3. Soteria
  4. Hamburg
  5. Bohemia
  6. Kenobi
  7. Dorji
  8. Hex
  9. Anacrusis
  10. Tucana
  11. Starliner II
  12. The Electric
  13. Exit (With Burgs)




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