Kim Myhr / Lasse Marhaug

On The Silver Globe

2017 (Sofa) | eai, noise

Un contesto territoriale dove l'identità artistica sia per sua natura un perenne divenire, una spontanea elusione di schemi precostituiti, ben si presta alle più impensate combinazioni dei fattori per esplorare variazioni di linguaggio inusitate. Per questo i cataloghi delle nuove etichette norvegesi sono assieme dizionari e cartine tornasole di ciò che attualmente propelle le risorse creative nazionali, principalmente rivolte allo sviluppo di un nuovo e indefinibile sound di matrice acustica.
In questo scenario, tuttavia, non manca certo il fronte della ricerca elettroacustica e noise, ben rappresentata dalla figura di Lasse Marhaug: una sorta di star delle retrovie, che può vantare uno sterminato curriculum di collaborazioni internazionali e una certa nomea per le abilità di ingegnere del suono, e che come solista trova la sua valvola di sfogo in una cruda sperimentazione d'eredità industrial.

Il suo coinvolgimento assieme al polistrumentista e connazionale Kim Myhr (Mural, Circadia e molto altro), per una commissione della biennale d'arte MetaMorf a Trondheim, sarebbe certamente stata una buona occasione per cercare un punto d'incontro tra due diverse forme d'espressione post-tonale, una possibile (benché non facile) sintesi tra la severità delle manipolazioni elettroniche e le suggestioni naturalistiche della chitarra folk. Ma questa opportunità ha preso una direzione molto meno coraggiosa.
La versione originale dell'opera per 8 canali esce ora nella sua trasposizione stereo elaborata in studio. "On The Silver Globe" riprende il titolo di un monumentale film del controverso regista polacco Andrzej Zulawski, per molti anni censurato a causa della protesta al regime totalitario soggiacente alla trama d'ambientazione extraterrestre.

La libera interpretazione dei due sodali comincia con la formazione di una superficie ruvida e granulosa, disturbata da crepitii e tumulti in scala ridotta di memoria entomologica. Un piano inquieto ma oggettivato, su cui la distribuzione stereofonica del suono ne insegue gli spostamenti e le mutazioni sino alla prima comparsa dei loop di chitarra, lievi feedback catturati in diretta e rovesciati; solo di recente, infatti, Myhr ha imbracciato l'elettrica firmando il suo primo album "amplificato" per l'etichetta Hubro ("Bloom", 2016).
Le manipolazioni di Marhaug si posizionano al confine tra l'estetica noise contemporanea e gli elaborati affreschi acusmatici della scuola francese INA-GRM – in un certo senso, rispettivamente, la materia pulsante e l'architettura della musica elettronica. Non sembra però esserci, in questo frangente, un'idea precisa di sviluppo nel corso dei cinque movimenti, se non la direzione ultima verso un completo riassorbimento degli elementi disposti in precedenza: tra la quarta e l’ultima sezione, un inesorabile vortice d'aria torna a sgomberare il campo acustico e si richiude nel silenzio alle soglie dei trenta minuti complessivi.

Quello di Myhr e Marhaug si presenta come un intervento estremamente controllato, persino troppo rispetto agli standard norvegesi ma anche alle potenzialità dell’improvvisazione noise, area estrema che ha già ampiamente superato il periodo di maturazione in un’arte riccamente sfaccettata. “On The Silver Globe” non lascia intendere la levatura dei suoi autori, né tantomeno sa distinguersi entro lo scenario (anche discografico) cui ora ha preso parte.

(24/02/2017)

  • Tracklist
  1. Part 1
  2. Part 2
  3. Part 3
  4. Part 4
  5. Part 5


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