Nic Cester

Sugar Rush

2017 (Sester) | alt-rock, electric blues, psych-rock

Realizzare un disco avendo come backing band i Calibro 35 non capita tutti i giorni, e con certi musicisti a disposizione, più Tommaso Colliva in cabina di regia, le possibilità che possa venire brutto sono davvero remote: il fortunato di turno è Nic Cester, baciato dalla dea bendata sul suolo italico – dove risiede da qualche anno – dopo ben otto anni di assenza dalle scene, tanti ne sono infatti passati dall’ultima emissione in studio firmata dai Jet.
Poi Nic ci ha ovviamente messo del suo in questo sospirato esordio solista: l’ottimo songwriting e l’impressionante timbro vocale dell’italo-australiano sono a livelli mai raggiunti prima, in un album che riesce a superare i lavori della formazione australiana – roba da sei milioni e mezzo di copie vendute, mica spiccioli - in maturità ed eterogeneità.

Sì, eterogeneità: in questi solchi c’è tanto blues elettrico à-la Black Keys che emerge prepotente in “Sugar Rush” e “Not Fooling Anyone”, ma anche un filino di britpop fra le pieghe di “Walk On” e tanto buon gusto retrò immerso in oceani di soul e ganci melodici in “Eyes Of The Horizon” e “Hard Times”.
C’è la lisergica psichedelia tardo sixties in “Psichebello”, che miscela Kasabian e Tame Impala come nessuno era riuscito a fare prima d’ora, con il flauto e i synth di Enrico Gabrielli in gran spolvero, più qualche piacevole deriva soul-funk (“Who You Think You Are”) ed evidenti rimandi alle colonne sonore di James Bond sparsi un po’ ovunque.

Le molteplici sovrastrutture epico-orchestrali (presenti, ad esempio, nella mirabile “God Knows”), una cura dei particolari fuori dal comune, figlia dei professionisti coinvolti nelle registrazioni, e l’approccio inequivocabilmente vintage, rendono “Sugar Rush” un eccellente secondo esordio per Nic Cester.
Dal vivo non ci saranno i Calibro 35 ad accompagnarlo, ma Tommaso Colliva lo ha aiutato a metter su una all star band tutta italiana, battezzata per l’occasione Milano Elettrica, con Adriano Viterbini alla chitarra, Sergio Carnevale dei Bluvertigo e Daniel Plentz dei Selton dietro due batterie, e persino una sezione fiati a supporto. Qualcuno di voi li avrà visti aprire la scorsa estate i concerti dei Kasabian, e non sarà rimasto indifferente…

(19/12/2017)

  • Tracklist
  1. Sugar Rush
  2. Eyes On The Horizon
  3. Psichebello
  4. Hard Times
  5. Strange Dreams
  6. Who You Think You Are
  7. On The Top Of The World
  8. God Knows
  9. Not Fooling Anyone
  10. Little Things
  11. Neon Lights
  12. Walk On






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