Nico Muhly

Howards End (Original Series Soundtrack)

2017 (Milan Music) | soundtrack, modern classical

Non si sa ancora se la regista inglese Hettie Macdonald e lo sceneggiatore Kenneth Lonergan siano riusciti a trasporre efficacemente il romanzo di E. M. Forster in una miniserie televisiva per la Bbc. Per “Howards End” occorreva fare i conti anche con il lungometraggio di James Ivory datato 1992, con i suoi eccezionali interpreti – Anthony Hopkins e Emma Thompson, insieme anche in “Quel che resta del giorno” – e da ultimo con le composizioni di Richard Robbins, plurinominato agli Academy per la miglior colonna sonora.

Attualmente sono andate in onda due puntate su quattro, e numerose critiche si sono già sollevate dalla parte del pubblico: un recente articolo del Telegraph ne dà testimonianza indicando una tendenza di crescente invasività delle soundtrack rispetto ai dialoghi, da “Jamaica Inn” sino al celebrato “Taboo” messo in musica da Max Richter. Si tratta di un problema comune a molti sceneggiati televisivi, anche in Italia, ma che evidentemente riguarda la fase di missaggio e non la qualità stessa della colonna sonora, che tuttavia rischia così di apparire soltanto come un fastidioso ingombro.

Succede dunque che le ire degli spettatori inevitabilmente ricadano anche su Nico Muhly, giovane star della modern classical, al quale è stato affidata la scrittura dello score originale. Basandosi sul solo ascolto dell’album, è difficile immaginare le accuse di cui sopra, dal momento che la partitura dell’autore americano si presenta come un raffinato compendio cameristico, sempre equilibrato e coerente nello sviluppo delle sue parti. In questo caso, infatti, la scelta più appropriata è stata quella di ricalcare grossomodo la successione di capitoli del romanzo, ragionando per sequenze in stretta relazione anziché per suggestioni generiche sul contesto sociale e sul gusto dell’Inghilterra d’inizio Novecento.

Dopo i magniloquenti scenari astrali di “Planetarium” – tre compositori alla corte di Sufjan Stevens – Muhly ritorna a un tratto garbato che mette in dialogo soltanto pianoforte e violini: la formazione ridotta e l’approccio minimalista alla melodia rievocano senza dubbio i passaggi più intimi del “The Hours” glassiano, ma la vena drammatica che legava le tre storie attorno alla poetica di Virginia Woolf si traduce qui in una delicata malinconia di fondo, capace di afferrare al volo e restituire in maniera fedele il persistente retrogusto amaro del tardo romanticismo di Forster.

Un’ora di eleganti seduzioni neoclassiche, scevra da guizzi emotivi ma nemmeno monocorde, risulta essere la giusta durata per ciò che Muhly è riuscito a ottenere con “Howards End”: non soltanto una soundtrack ma, per l’appunto, un breve romanzo in musica che, con dignità e rispetto, si confronta direttamente con l’opera cui si ispira senza tradirne l’anima.

(01/12/2017)

  • Tracklist
  1. Funeral
  2. Opening
  3. Sea Side
  4. They're Starving
  5. Appalling Umbrella
  6. Night Walk
  7. She's Made a Mistake
  8. Mistress
  9. Innsbruck
  10. Empty House
  11. Miscommunication
  12. Bast Appears
  13. Abyss
  14. Christmas Shopping
  15. I Know
  16. That's Decided
  17. Bast's Death
  18. In a Mist
  19. It's Delightful
  20. My Dearest Boy
  21. Scruples
  22. Books


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