Nite Jewel

Real High

2017 (Gloriette) | electro-songwriter, synth-funk, italo-disco

Una riflessione mi nasce spontanea: Ramona Gonzalez, in arte Nite Jewel, deve avere accesso a un luogo sacro dove custodisce il fulcro della sua intima creatività, quel posto dove riesce a mettere a nudo la propria anima e relegare su nastro canzoni peculiari come quelle contenute in questo "Real High". Perché Nite è una songwriter anomala; a un primo ascolto, il suo stile impiega - in forma molto liquida - italo-disco, synth-funk e solluccheri balearic, mentre la voce cangia tra tintinii metallici e timbri flautati con la grazia eterea di un cantato r&b, ma le sue liriche sono fin troppo umbratili e introspettive per i generi di riferimento, di quelle che si portano appresso gli interrogativi irrisolti di una vita intera. Il tutto sta nell'abbandonare i propri preconcetti alla porta, e lasciarsi incuriosire - e poi ultimamente irretire - da quest'inedita mescola. Del resto, per quanto tal periodo non sia poi finito nel migliore dei modi, ai tempi di "One Second Of Love" (2012) Nite incideva addirittura per l'austera Secretly Canadian, etichetta nota per avere tra i suoi ranghi personaggi imponenti quali Anohni e Damien Jurado.

A questo senso di dualità possiamo adesso aggiungere una nuova chiave di lettura tramite le parole della stessa autrice, che così ha voluto raccontare la genesi della bellissima title track del disco, un pezzo elegantemente emotivo che nei cori riecheggia quasi la nostalgica e iridescente vocalità di Sarah Cracknell:
La canzone 'Real High' era già stata stesa nel 2011. Ai tempi vivevo nel canyon di Topanga e scrivevo sempre di notte, quando l'oscurità era totale e io mi trovavo da sola. L'intera canzone è venuta fuori in un istante, formando quello che è poi diventato il mio faro musicale per gli anni a seguire. Sapevo che sarebbe stata il fulcro di un album intero, solo non sapevo quando [...] la canzone fa riferimento all'amore, ma anche al proprio io. Il concetto di un momento molto alto seguito da uno molto basso è come la costante marea del circolo vitale, ma è anche drastica come un'euforia seguita dalla noia, l'auto-distruttivo ciclo di gaiezza e isolamento, caos urbano e solitudine, ossessione e depressione. Sento di avere una tendenza a vedere la vita in bianco e nero, anche se in realtà come esseri umani esistiamo più nel grigio. Questa canzone è il mio modo di aggrapparmi a quei due binari per tentare di dare un senso a tutto ciò che è confuso, anche se forse tali polarità non esistono realmente [...]
C'è poi una traccia chiamata "Obsession", anch'essa impiega un pattern sintetico ai limiti dell'impalpabile, ma le liriche si perdono tra le psicosi annebbiate della mente, e pure gli interrogativi esistenziali di "Who U R" e soprattutto quelli - coniugali? - di "Part Of Me" vengono presentati con una veste talmente eterea che i lavaggi electro si sono già quasi totalmente asciugati al sole della California, sulla roccia del canyon rimangono solo aloni color arcobaleno. Sull'apertura di "In The Nite", tenuta a ritmo da uno schiocco appena di dita digitali, si sentono appieno le insicurezze per la mancanza di una presenza vicina, quel fin troppo familiare sentimento di abnegazione che, quando ti coglie, ti porta via il sonno e ti tartassa di dubbi:
In the night
I go wild
Looking for you
lamenta lei, con un fil di voce. Ma questo senso di umbratile languore è anche bilanciato da momenti di pregevole fattura melodica. Sull'irresistibile ritmo disco-synth-funk di "2 Good 2 Be True", il pezzo che più si avvicina alle sonorità dello squisito progetto coevo Nite-Funk, riecheggiano sia il Prince più stiloso che la Janet più delicata, e quella scivolata vocale sul ponte manda brividini di piacere lungo la schiena, ma nel video allegato Ramona sta giocando una metafisica partita a scacchi contro la Morte. Su "The Answer", quel riff di synth che apre il ritornello palleggia come balle di cotone idrofilo illuminate da una mirror ball, "I Don't Know" avanza pimpante come una marcetta synth-pop e "Had To Let Me Go" presenta una delle brezze melodiche più carezzevoli dell'intero disco - quel ritornello luccica come lastre di metallo al sole.

Ramona non sta mai con le mani in mano, adora collaborare con altri artisti e giocare col proprio suono, spaziando dal funk con Dâm-Funk all'hip-hop con Droop-E e l'art-pop con l'amica Julia Holter (è di poche settimane fa pure questa sfiziosissima fuga deep-house assieme a Omar S). Ma se i suoi long playing sono sempre arrivati a intervalli medio/lunghi, adesso intercorre meno di un anno tra "Real High" e il precedente "Liquid Cool", e non si tratta una coincidenza: Nite Jewel sembra aver trovato lo zeitgeist, un perfetto equilibrio dove riesce a toccare simultaneamente le corde della leggerezza dei tepori primaverili e quelle dell'introspezione dell'anima - tutti elementi che contribuiscono a creare un songwriting tanto sfuggente quanto acuto e pungente proprio nel momento giusto. La sua mescola sarà poco ortodossa, la sua strada sembra praticabile solo in quanto artista indipendente, ma a conti fatti è proprio quello che la rende così peculiare e affascinante.

(30/04/2017)



  • Tracklist
  1. In The Nite
  2. Had To Let Me Go
  3. 2 Good 2 Be True
  4. Real High
  5. The Answer
  6. I Don't Know
  7. When I Decide (It's Alright)
  8. Who U R
  9. Part Of Me
  10. Obsession
  11. R We Talking Long






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