Nmesh

Pharma

2017 (Orange Milk) | plunderphonics, vaporwave, elettronica

L'estetica, i meme, i caratteri vaporwave: nel corso dell'ultimo quinquennio quello che era un movimento non particolarmente espanso, limitato ai nerd più sarcastici e ai ricercatori delle curiosità più strampalate, quantomeno a livello visivo il macro- (o micro-, dipende da come lo volete considerare) cosmo vapor si è espanso a macchia d'olio e ha infettato l'intera Rete, con pagine spesso di grosso calibro che non hanno tardato a usufruire degli elementi tipici del settore con ampia libertà. L'aspetto musicale della questione, per tanti motivi (spesso interni all'ambiente stesso), non ha ricevuto un analogo riconoscimento, arenandosi in un'infinità di progetti e progettini dispersi tra Bandcamp e la blogosfera, volutamente privi di qualsivoglia promozione e addensati nelle pieghe più oscure di Internet. Di strappi alla regola, di firme che sappiano stagliarsi nel mare di campionatori senza visione e nostalgici del city-pop e delle Vhs anni 90, davvero pochissime. Di lavori davvero rilevanti, ancora meno.
“Pharma” di Alex Koenig (il producer e collagista dietro al nome d'arte Nmesh) è la tanto sospirata boccata d'aria fresca, la spinta che serviva a fare uscire un intero panorama dalla stasi. O ne è forse la pietra tombale? Il confine è tutt'altro che definito: prendendo tutti gli elementi e i riferimenti propri dell'universo vaporwave (i rimandi costanti agli anni 80 e 90, i campionamenti pop decontestualizzati e trattati nei modi più disparati, interviste, stacchi videoludici e jingle pubblicitari, muzak di ogni tipo, il Giappone come poteva essere interpretato da un occhio occidentale) e rivoltandoli come un calzino, Nmesh concepisce con la sua ultima mastodontica fatica (due ore e mezzo di musica, ripartite tra originali e remix in due diversi nastri) il parto più ambizioso e personale dell'intera “scena”, un saggio di strapotere progettuale e compositivo, a ideazione e fondamentale del più tenebroso e attraente incubo metropolitano musicato nell'ultimo decennio. Che sia un nuovo inizio o il canto del cigno, la generazione vapor non poteva trovare un rappresentante più imponente.

Pubblicato dalla sempre lodevole Orange Milk, tra le più interessanti etichette delle recenti stagioni in materia di elettronica e dintorni, “Pharma” è opera dalla costruzione complessa ma non complicata, una sequenza allucinata di vignette delle forme e durate più disparate, tesa a comporre un percorso all'interno di quella mega-mente che manovra e (s)coordina l'agire umano all'interno delle grandi realtà urbane, accompagnandolo in ogni momento della propria vita. In questo senso, l'operazione compiuta da Nmesh non è realmente inedita, eppure, in un marasma di proposte senza identità e prive di un immaginario proprio, riappropriarsi del movente primario che ha portato alla nascita del movimento vaporwave, di quell'osservazione (spesso condita di sarcasmo) delle società capitaliste e dei loro rituali, giunge come la necessaria ventata d'ossigeno, il respiro richiesto per poter andare avanti, e aggiungere ulteriori tasselli.
Pur non esplicitando direttamente il concept, lasciando lo sforzo dell'interpretazione all'ascoltatore, è evidente come la disposizione dei brani in scaletta (discorso analogo si può fare anche per i lungo comparto dei remix, curati da autentiche celebrità del settore e non soltanto) abbia la seria intenzione di illustrare un racconto, di incanalare l'esperienza uditiva attraverso una sorta di percorso a tappe, che acquisisce significato e spessore a viaggio concluso, esaltandosi nell'insieme e nell'organizzazione dello stesso. Tutt'altro che il caos che può risultare a un primo confronto: forte di una programmazione e di un allestimento progettati con cura certosina, l'estrema diversità di moduli e registri è soltanto un punto a favore, un gioco di specchi che inquadra solo, attraverso prospettive diverse, una realtà unitaria, il meraviglioso (e inquietante) groviglio di azioni e dinamiche che contraddistingue la specie umana.

Se l'impalcatura tematica è dotata di notevole fascino concettuale, è nel fondersi con le notevoli abilità produttive di Koenig che “Pharma” agguanta lo status di capolavoro. Ben oltre la giustapposizione/contrapposizione di campioni pescati un po' ovunque (ci si potrebbe spendere ore a rintracciarli tutti), l'assetto plunderphonico che comunque caratterizza il lavoro (specialmente negli episodi di raccordo) diventa nelle mani di Nmesh materia fluida, malleabile, accorpabile all'interno di beat perfettamente ideati ex-novo, che ben rendono conto della totale imprevedibilità dell'opera, quantomeno dal punto di vista prettamente musicale. È senz'altro vero che questo dualismo di metodo trapela al meglio in quegli episodi dalla durata consistente, in cui i cambi di rotta riescono a essere più drastici e le evoluzioni più sorprendenti. L'accoppiata “White Lodge Simulation” - “Mall Full Of Drugs”, che da sole contano per poco meno di un quarto della durata, potrebbe quasi costituire un condensato dell'opera stessa. In queste lunghe e dense suite elettro-collagiste, interagiscono con gran senso del contrasto e dell'opportunità la drum'n'bass di marca Roni Size, CeCe Peniston, i Soul II Soul e i più asfissianti rumori del traffico quotidiano, l'irrilevanza dei sottofondi della mall-music con tappeti footwork e freestyle, languide voci pubblicitarie frullate e dissezionate, immerse in una poltiglia di beat al fulmicotone e annebbiati tappeti atmosferici, a inquadrare il taglio narcotico delle composizioni, il contorcersi della percezione. Anche però a scendere nel minutaggio, la compiutezza produttiva dei brani non si fa meno sostanziale, semmai amplifica la compenetrazione tra significati e significanti in maniera ancora più incisiva.

C'è senz'altro sfacciataggine, ma anche grossa comprensione delle proprie capacità, nel modo in cui si riesce in “BΛSS///COP™” a far funzionare la Britney Spears di “I'm A Slave 4 U” in un alveo fatto di cori gospel e invocazioni al divino (quasi a rimarcare la convivenza nel quotidiano del “diavolo” e dell'acquasanta, per quanto finti possano essere), metodo sfruttato anche in “NΞ1✪NΞ1” per dare una parvenza minacciosa, da gelido horror anni 80, a sample di En Vogue e Yello, questi ultimi riformulati a costruire un tappeto tribale ai livelli di “Isobel” di Björk. Se “Cocktails In Space” tira fuori una galanteria inaspettata, giocando con le camere della memoria di Caretaker e Annabel (lee) e ripescando vecchie melodie orchestrali, modulate alla maniera di raffinati motivi space-age, in “/////LD-99/////” i toni si placano e la frenesia cede il posto a suggestive strutture ambient-drone, in cui Koenig si sente libero di sperimentare con le potenzialità cinematiche del suo sound variopinto (cosa che di fatto la successiva “Weed Jesus”, tra voci annebbiate dalla marijuana e scansioni cesellate con lentezza programmatica, ribadisce con una concretezza di cui la vaporwave raramente si è voluta far carico).
Tra improbabili interviste montate a corollario di vecchi anime, in una sorta di micidiale zapping televisivo, concretismi e ronzii del frettoloso mondo contemporaneo, suggestivi accostamenti tra dialoghi da ghetto e polverosi giochi a premi, Katy Perry in fuga dal mondo (divertitevi pure ad andare a caccia di tutti i riferimenti), Nmesh ha insomma trovato un modo del tutto personale di raccontare la vita urbana, in tutta la sua angosciante, e proprio per questo affascinante complessità. Il caos delle metropoli, nelle sue profonde contraddizioni, nelle sue spinte al futuro e nelle sue irrealizzabili brame passatiste, nella piccolezza dei desideri e nella spettacolarizzazione della banalità, nonché nei suoi rari momenti di grandezza e evasione dalle formule e dalla quotidianità, condensato e interpretato in un pantagruelico affresco musicale di settanta minuti e rotti: la potenza di questa immane sinfonia cittadina difficilmente riuscirà a suscitare indifferenza.

(10/12/2017)

  • Tracklist
Primo nastro:

  1. Understand
  2. NΞ1✪NΞ1
  3. Fall Any Vegetable
  4. Rangdang Slapjab
  5. BΛSS///COP™
  6. Vault Maintenance 700 CMC (Black Swan Dub)
  7. cut scene 5230-4968 albatross 0923-1874
  8. White Lodge Simulation
  9. High Speed Adjustable Boiler
  10. Tiny Classified Ads
  11. Acid Baby (narr. Tony Bamanaboni)
  12. PBS Ancillary Rack Room
  13. Cocktails In Space
  14. Pants-A-Thon @ SQUAREBASE
  15. Mall Full Of Drugs
  16. Phase 1 Lvl Snap Chill
  17. Everyone Will Flake Out
  18. The Program (You Are Stars)
  19. Workalude
  20. /////LD-99/////
  21. Weed Jesus
  22. Twilight Meridian
  23. Milk Channel
  24. NΞW JΛCK CITY
  25. Hepatic Portal
  26. Left Alone In A Blue Room

Secondo nastro:

  1. White Lodge Simulation (Odd Nosdam Remix)
  2. Fall Any Vegetable (食品まつり a.k.a foodman Remix)
  3. NΞ1✪NΞ1 (Jacob 2-2 RMX)
  4. Mall Full Of Drugs (Traxman's high as hell remixx)
  5. Weed Jesus (Giganta Remix)
  6. Mall Full Of Drugs (Rebuilt by Humanoid)
  7. Twilight Meridian (GOLDEN LIVING ROOM Remix)
  8. Tiny Classified Ads (FIRE-TOOLZ Effexor Withdrawal Remix)
  9. White Lodge Simulation (VAPERROR Remix)
  10. PBS Ancillary Rack Room (Diamondstein Remix)
  11. Twilight Meridian (Jade Statues Remix)
  12. Hepatic Portal (death dynamic shroud.wmv's NUWRLD Version)
  13. Mall Full Of Drugs (HKE Remix)
  14. Acid Baby (Hyphyskazerbox's Trippy Mane Mix)
  15. /////LD-99///// (djwwww Remix)
  16. Left Alone In A Blue Room (Obama420 SCHALk ReM1XXX)


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