Norman Westberg

Jasper Sits Out (ristampa)

2017 (Room40) | drone, minimalismo

Se avete scorto la figura di Lawrence English soltanto nelle fotografie pubblicate in Rete, è probabile che stesse indossando una t-shirt degli Swans (decisamente basilare, con la sola scritta bianca su nero). Una preferenza sorprendente solo in parte, per un sound artist che si rivolge tanto alle pratiche di ascolto attentivo quanto alla ricerca di densità acustiche estreme e sovrastanti; d'altronde la collaborazione dei comprimari di Michael Gira si è già concretizzata nel recente "Cruel Optimism" e a breve vedrà il percussionista Thor Harris affiancare English e Conor Q. Walker in un trio inedito.

Se poi, con buona pace delle vostre orecchie, a un concerto degli Swans ci siete stati, di certo ricorderete anche il chitarrista Norman Westberg, introverso e vagamente mefistofelico, diritto a un lato del palco a sostenere le bordate noise-rock dell’ultimo monumentale trittico – da “The Seer” a “The Glowing Man”.
Seconda di una sempre più nutrita serie di recenti prove soliste, “Jasper Sits Out” venne autoprodotto nel 2014 su Cd-r in edizione numerata, ristampato su Lp l’anno seguente dalla label collettiva Hallow Ground, e oggi rimasterizzato ed espanso con una terza traccia. (Ri)ascoltando Westberg in un contesto del tutto diverso per indole e modus operandi, è facile comprendere il motivo per cui English si sia prodigato in questa ristampa targata Room40 (come in quella del previo “13”): si tratta infatti di un esercizio d’introspezione nel quale la chitarra non viene più scelta per se stessa, ma in un certo senso diviene una più generica “stanza” di risonanze in accumulo, seguendo procedimenti minimali che richiamano anche il phasing di Steve Reich.

Le cellule micro-melodiche di matrice americana sono da subito evidenti nella lunga title track, benché siano soltanto tratti impermanenti di un ampio quadro in dissolvenza, che come le texture cromatiche di Mark Rothko non ammette linee di confine rigorose ma sempre una placida digressione di sfumature compenetranti.
Analogamente in “Homeset Trunc”, dopo l’apertura su una ritmica post-industriale in stoppato, diversi toni continui soccombono uno dopo l’altro nel perimetro sonoro: l’intero brano si sviluppa come una sorta di scala mobile, dove per ogni gradino che scompare in lontananza ne emerge uno nuovo a sovrastare i precedenti, aggiungendo un tono parziale e dunque alterando l’inflessione melodica in divenire del drone complessivo.
Da ultimo la traccia inedita “A Particular Tuesday” – registrata in occasione della ristampa – segue una crescita più dinamica e ariosa, con loop e rapide pennate al livello massimo di riverbero, quasi una rincuorante meditazione cosmica rispetto alle scure suite della release originaria.

Con un ridotto impiego di effettistica Westberg rivela così un lato discretamente interessante del suo personale approccio alla materia sonora, al passo con gli stilemi dark-ambient ma a ben vedere facente capo a una fascinazione ben più datata: quella per le performance immersive di Charlemagne Palestine e della “Dream House” di La Monte Young e Marian Zazeela, comuni denominatori di tendenze sfaccettate che in ogni caso mantengono tuttora (forse più che mai) la loro attualità.

(29/03/2017)

  • Tracklist
  1. Jasper Sits Out
  2. Homeset Trunc
  3. A Particular Tuesday
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