Odessey & Oracle

Speculatio

2017 (Bongo Joe) | baroque folk-pop

Il ritorno delle due ragazze francesi Fanny l’Heritier e Alice Baudoin, con il fido compagno d’avventura Guillaume Medioni, è un altro prezioso tassello di quel puzzle sonoro dove folk, psichedelia, musica barocca e poesia si fondono, dando vita a un mondo surreale, magico, dove è possibile rivivere il fascino dell’innocenza e la paura dell’ignoto.
Il giardino incantato dove gli Odessey & Oracle raccolgono frutti e fiori è lo stesso dove Jacco Gardner ha soggiornato fumando marjuana, o dove Robert Wyatt è andato in cerca della fanciullezza perduta, ed è anche lo stesso luogo magico dove Giorgio Tuma ha trovato le sue più preziose armonie e Louis Philippe ha invece abbandonato le sue opere incompiute.

Già nel suo esordio, il trio aveva messo in luce un particolare accento onirico e naif, dando forma a un originale chamber-folk barocco, dove si mescolavano con candore musica elettronica e acustica.
Nel nuovo album “Speculatio”, ortodossia e neo-futurismo prendono il sopravvento, lasciando ancor più in disparte quella gradevolezza estetica che altri musicisti inseguono, dimentichi della forza intrinseca che a volte anima melodie appena accennate (“J' Ai Vu Un Croco”), o lasciate decantare in un mare di sonorità prive di schemi e regole (“Epiphanie”).

Alle otto invenzioni strumentali in odore di neo-classica, che facevano da filo conduttore in “Odessey & Oracle And The Casiotone Orchestra”, il gruppo fa subentrare brevi interludi per solo voci (“Interlude 1”, “Interlude 2”), sottolineando una digressione stilistica che sembra preferire le grazie della musica folk.
Anche se in “Grand Autodafé” i francesi si lasciano tentare dalla linearità del folk-pop, conservando eleganza e originalità, altrove la complessità delle armonie e degli arrangiamenti sfida i confini di certo folk-prog alla Renaissance (“Les Deesses”) o alla Malicorne (“Le Labyrinthe”), con arpe, banjo, archi e fiati che dialogano con tastiere e piccole diavolerie elettroniche.

Ma è nella incantevole “La Princesse Et Le Lion” che gli Odessey & Oracle raggiungono l’estasi poetica, con un delizioso canto a due voci che si adagia su un madrigale, liricamente tessuto con suoni di flauti, chitarre acustiche, corno francese e tastiere. L’effetto è straniante, quasi al limite di quel confine tra passato e presente che il trio non perde l’occasione di violare nel bizzarro e scanzonato pop di “Sunflowers”, che nel finale si affida a deliziosi vocalizzi in stile jazz.

Con “Speculatio” la band francese continua a incantare e allietare con leggerezza e disincanto, lasciando fluire la fantasia e l’azzardo, ma soprattutto dimostrando di aver maturato uno stile personale. La loro è una musica forse non facile da amare al primo ascolto, ma altrettanto difficile da abbandonare una volta che si sarà impossessata della vostra immaginazione.

(07/11/2017)



  • Tracklist
  1. Les Deesses
  2. Epiphanie
  3. Interlude 1
  4. L'Horizon Tombe
  5. J' Ai Vu Un Croco
  6. Interlude 2
  7. Grand Autodafé
  8. La Princesse Et Le Lion
  9. Sunflowers
  10. Le Labyrinthe
  11. Les Nouveaux Dieux
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