Omar Souleyman

To Syria With Love

2017 (Mad Decent) | techno-dabke

Autentica leggenda del pop siriano, Omar Souleyman si è affacciato sul mercato internazionale grazie all’eccellente antologia pubblicata dalla Sublime Frequencies nel 2007 (“Highway To Hassake”), sdoganando uno dei più inconsueti linguaggi sonori della cultura araba. Un misto di sonorità turche, irachene e curde sta alla base di incalzanti ritmiche che fondono elettronica, techno e acidità psichedeliche in un vortice arab-pop che disorienta e ammalia.

In opposto al tono intellettuale di certa world music, la techno-dabke-dance di Souleyman è un monolito emotivo il cui fascino rischia di essere a volte fugace, soprattutto per la difficoltà di poter catturare su disco tutto il dinamismo della formula sonora.
Che la proposta del musicista siriano non sia pane per puristi è già cosa nota. Gli stessi tentativi di contaminazione del precedente album “Bahdeni Nami” non miravano a un’investitura intellettuale, quanto a ricercare quei punti in comune con la cultura occidentale.
“To Syria, With Love” sancisce un cambio della guardia: Hasan Alo prende il comando di synth e batterie elettroniche sostituendo il fido Rizan Sa’id, trascinando le sonorità verso lidi più omogenei e ballabili, accantonando le nuance più malinconiche e relegandole all’unico episodio più romantico e delicato, ovvero la nostalgica “Mawal”.

Omar Souleyman affronta il drammatico momento della sua terra riaffermando il valore passionale e non strettamente politico della propria musica (anche se in un paio di brani i riferimenti alle vicende attuali sono abbastanza espliciti), d’altronde il suo ruolo di animatore di matrimoni e feste popolari è alla base della sua potente mistura di elettronica e incalzanti ritmi orientali, valga come esempio la trascinante “Ya Bnayya” che accenna i pattern percussivi tipici della belly dance.

Nella sua più possente e omogenea andatura ritmica “To Syria, With Love” segna un passo avanti e uno indietro nella discografia occidentale del musicista siriano, un album che se da una parte vede comprimere il sound con un indebolimento delle sfumature (“Khayen ”), dall’altro lato offre invece delle interpretazioni vocali molto più toccanti e sentite (“Ya boul Habari”, “Chobi”).

(27/11/2017)



  • Tracklist
  1. Ya Boul Habari
  2. Ya Bnayya
  3. Es Samra
  4. Aenta Lhabbeytak
  5. Khayen
  6. Mawal
  7. Chobi   


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