Pessimist

Pessimist

2017 (Blackest Ever Black) | drum'n'bass, techno, dark-ambient

Kristian Jabs aka Pessimist debutta su lunga distanza per Blackest Ever Black dopo sette anni di Ep e 12”. Il doppio Lp omonimo riassume la visione del producer di Bristol che qui coniuga la sua oscura drum'n'bass con un’ambient cupissima, dei beat rallentanti e ansiogeni che subiscono, solo a tratti, delle brusche accelerazioni su taglienti e nette bassline di pece nera.
Sono molti i riferimenti presenti nel lavoro: dal primo cupo e geometrico Photek di “Modus Operandi” al Christoph De Babalon ‎di “If You're Into It, I'm Out Of It”, in particolare quest’ultimo ci sembra particolarmente vicino al sound attuale di Pessimist per la fusione di dark-ambient e DnB in chiave illbient. Ovviamente, non siamo più nel 1997 e non siamo di fronte a un semplice revival di certe sonorità fuori tempo massimo. Kristian Jabs qui riesce a mettere assieme schegge di DnB e paranoia post-techno industrial in 4/4 ma le affoga in una mare di “distopia ambient” in puro spirito Blackest Ever Black.

Facendo tesoro di quanto fatto da Regis e Raime, Pessimist ha costruito negli anni un suo sound personale e riconoscibile, perfetta colonna sonora dell’attuale paranoia urbana contemporanea, prova ne è il lento incedere di “Bloom” che si erge come un brano di Lustmord remixato da Dj Shadow, prima di lasciare il passo a una traccia come “Grit”, molto vicina al Regis più cupo e implosivo di “Blinding Horses”.
“Spirals” è pura DnB di scuola Photek (quello dell’era di “Ni Ten Ichi Ryu”): un brano ossessivo, con ritmiche nette e geometriche che apre la strada al funereo trip-hop/post-industrial di “Glued ft. Loop Faction”.
Se nella prima parte dell’album prevalgono delle ritmiche lente e a tratti implosive, nella seconda le cose si fanno più movimentate. Dopo il claustrofobico intro dark-ambient di “War Cry”, con il brano “Peter Hitchens” (dedicato al noto giornalista e scrittore britannico) siamo in presenza di un’evoluzione della materia DnB, qui riletta alla British Murder Boys. Una hit capace di costruire atmosfere neo-cyberpunk che non sfigurerebbe affatto nella colonna sonora del seguito di "Blade Runner".

L’ultima parte del lavoro alza il tiro puntando un po’ più al dancefloor con “No Matter What” collaborazione con il giovane producer Overlook e l’altrettanto ottima “Through The Fog”. In quest’ultima in particolare aleggia il fantasma del darkstep neuro-funk di Ed Rush & Optical, in particolare di quel capolavoro che è stato “Wormhole”, uscito nel lontano 1998.
Al netto di qualche interludio ambient un po’ troppo debole (“Intro”, “War Cry” e “Outro”) e di qualche lungaggine, il lavoro contiene delle tracce di sicuro impatto come “No Matter”, “Peter Hitchens” e “Through The Fog”, anche se le ultime due erano già uscite in 12” per Blackest Ever Black ad aprile. Siamo comunque di fronte a un album molto valido, capace di aprire verso nuove interessanti contaminazioni. Pessimist dimostra anche uno sguardo attento e consapevole verso il passato (nemmeno più così recente) della musica techno e DnB, pur mostrandosi ben capace di convincere e sedurre le nuove generazioni nerovestite.

(15/09/2017)



  • Tracklist
1. Intro 
2. Bloom 
3. Grit 
4. Spirals 
5. Glued feat. Loop Faction 
6. War Cry 
7. Peter Hitchens 
8. No Matter What feat. Overlook 
9. Through The Fog 
0. Outro
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