Pete International Airport

Safer With The Wolves

2017 (A Recordings) | psych-pop

Progetto collaterale del chitarrista dei Dandy Warhols, i Pete International Airport con il secondo album entrano a far parte della scuderia di Anton Newcombe, felice di dare accoglienza alla formazione che, oltre a Peter Holmtröm, Jsun Atoms (The Upsidedown), Jason Plucky Anchondo (Warlocks) e Paulie Pulvirenti, si avvale anche della presenza del bassista dei Brian Jonestown Massacre Collin Hegna.
Protagonista dell'album è sempre l’oscura mistura di psichedelia, hard-rock e sonorità sixties tanto devota ai Velvet Underground quanto ai primi Pink Floyd e ai Pretty Things, ora arricchita di sfumature elettroniche, oltre che dalla presenza di ospiti importanti, tra i quali Alex Maas (Black Angels), Lisa Elle (Dark Horses), Jason Sebastian Rasso (Hopewell, Mercury Rev), Jeremy Sherrer (Dandy Warhols, Modest Mouse, The Shins), Robert Levon Been (Black Rebel Motorcycle Club) ed Emil Nikolaisen (Sereena Maneesh).

Ambizioso e in parte lontano dalle atmosfere dei Dandys, “Safer With The Wolves…” è un album ambiguo, volutamente cupo e ossessivo, per certi versi più simile ad alcune cose dei Black Rebel Motorcycle Club.
L’originalità della proposta è comunque affidata all’uso dell’elettronica, alla quale spetta il compito di depistare l’attenzione dalla scrittura non sempre originale: il nuovo album dei Pete International Airport è sì ipnotico e avvolgente, ma privo di quell’immaginazione necessaria a far coesistere spunti sonori così ricchi e variegati.

Il tocco alla David Gilmour in “Ever Happier”, l’intro quasi alla Kraftwerk di “Hurray For The People”, le tentazioni post-punk di “VHS Or Beta Fish”, il flusso dub-lounge di “Love In Reverse” e quello quasi cinematico di “Western Shouting” incuriosiscono ma non affondano, lasciando una leggera sensazione di disorientamento.

Le cose vanno meglio quando la band si affida alla verve lirica più affine alle esperienze pregresse dei musicisti coinvolti nel progetto: il delizioso pop di “Senorita”, l’ipnosi maliziosa di “Dance Around The Broken” e l’efficace incedere ritmico di “Cloven Hooves” rendono merito all’enorme quantità di energia e forza creativa messa insieme per un disco potenzialmente interessante, ma destinato a restare nell’ombra, in virtù di un’eccessiva genericità stilistica che rende il tutto alquanto nebuloso.

(07/02/2018)



  • Tracklist
  1. Even Happier
  2. Senorita
  3. Hurray For The People
  4. Flowers Of Evil
  5. VHS Or Beta Fish
  6. Love In Reverse 
  7. Western Shouting
  8. Dance Around The Broken
  9. After All 
  10. Happens All The Time
  11. Cloven Hooves




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