Phase Fatale

Redeemer

2017 (Hospital Productions) | techno, industrial, minimal wave

Se c'è una fetta dell'elettronica da intrattenimento che attraverso i suoi innumerevoli interpreti da qualche tempo comincia seriamente a mostrare una mancanza d'ispirazione più o meno collettiva, questa è sicuramente la musica techno, la quale, dopo aver rinvigorito le proprie stanze a inizio decennio, attirando a sé tappezzieri e arredatori del sound provenienti perlopiù dalle nicchie più disparate, come quella industrial - vedi, ad esempio, l'estinta combriccola Sandwell District con i vari capofila Regis e Silent Servant, o la benemerita Modern Love con i suoi paladini tutt'altro che legati a un modello originario duro e puro formato Mills e intellighenzia techno remota - non è riuscita a ricostituirsi con i suoi giovani alfieri una terza volta, rimanendo "vittima" di questa sua seconda giovinezza che dura imperterrita ancora oggi, ma che comincia a mostrare in maniera corposa i primi segni di un'inesorabile stanchezza, legata spesso a un approccio ritmico cocciutamente immutabile, incapace di arricchire la battuta di sempre con qualcosa di diverso e intrigante.

Tuttavia, e al di là dei nomi citati in alto, c'è ancora chi tenta di resistere al declino di uno stile musicale che ha fatto epoca, provando così a districarsi da un passato sempre più ingombrante e talvolta impossibile da "dimenticare". Il producer americano di stanza a Berlino Hayden Payne è sicuramente tra questi pochi illuminati, e non è di certo l'ultimo arrivato; è membro da diversi anni del gruppo post-punk dal piglio gotico Dream Affair, e dei Void Vision, un quartetto minimal-synth dall'inaspettato richiamo pop. Ma è soprattutto con il moniker Phase Fatale che il Nostro ha intrapreso quel personale cammino nei territori più selvaggi del genere techno.
Per l'esattezza, è dal 2014 che l'uomo prova a venirne a capo con diversi Ep dalla vocazione sonora oltremodo distopica. Già, perché la sua musica è un ripetuto assalto frontale messo in atto con la sfrontatezza di chi sa di poter mordere senza mostrarsi più di tanto, nascondendosi magari dietro la propria ricca strumentazione capace di dare vita a corrosioni sintetiche, roboanti frattaglie electro-rock e derive industriali in grado di far venire giù le pareti come carta straccia. C'è da dire, inoltre, che per questo suo Lp d'esordio, il producer americano ha amplificato nettamente il proprio impianto voltaico, affidandosi a una mescola sonora in cui sintetizzatori alternati e voci robotiche filtrate con acido che definire fluoroantimonico è un eufemismo la fanno clamorosamente da padroni.

Cattiveria, innanzitutto. Cattiveria e amore per la minimal wave di inizio anni Ottanta. È in questa commistione d'intenti che si nasconde il segreto della formula vincente di Phase Fatale. A produrre, poi, non poteva che essere quel mattacchione di Dominick Fernow con la sua sempre più prolifica Hospital Productions. Ciò che tende quindi a straniare e sconvolgere, in "Redeemer", è la cercata e ostentata redenzione (come da titolo) dal modello di riferimento. Payne lascia respirare la propria anima punk con partiture techno da capogiro. Si prenda da esempio l'incandescente "Order Of Severity" con il suo riff abrasivo, il tutto senza contare la successiva propulsione ritmica a oltranza da mandare "allegramente" in orbita il culo di chiunque abbia una minima inclinazione per la pista.

L'ossessione è inoltre il trait d'union che lega le varie tracce. Ossessione e sgomento. Paura e tormento. Perdizione e voglia di fuggire via, lontano dalla propria selva oscura. Il producer americano mette così in riga una serie impressionante di boati e deflagrazioni, come quelle che introducono l'inquietante rimbalzo sintetico di "Beast". C'è poi la scarica adrenalinica ultra-minimal da far invidia alla migliore Veronica Vasicka dell'introduttiva "Spoken Ashes". Ci sono le corse spasmodiche da rave Ebm di "Operate Within" e l'electro-shock alienante di "Human Shield".
Insomma, c'è davvero tanto in questo "Redeemer". Ma soprattutto c'è ancora vita nei ranghi techno berlinesi. Ed è questa la vera notizia. Con buona pace dei tanti becchini pronti a decretarne la definitiva caduta nel limbo delle "cose" scadute.

(01/10/2017)

  • Tracklist
  1. Spoken Ashes
  2. Operate Within
  3. Human Shield
  4. Interference
  5. Order Of Severity
  6. Beast
  7. Redeemer
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