Pollyseeds

Sounds Of Crenshaw, Vol. 1

2017 (Ropeadope) | nu-soul, r&b, jazz

Il Crenshaw District è uno dei quartieri di Los Angeles (prende il nome dall’omonimo boulevard lungo 23 miglia) a più alto tasso di multietnicità, con quasi il 65% della popolazione composto da afro-americani. Proprio in quest’area si è sviluppata la scena musicale che negli ultimi anni ha conquistato gli Stati Uniti e affascinato il mondo intero, il posto dove le cose stanno succedendo, e in tutto ciò Kendrick Lamar non è stato che la punta dell’iceberg nella maturazione di tutte quelle personalità in grado di rinnovare, attualizzandoli, il rap, il jazz, l’r&b e la black music in generale.

Terrace Martin, produttore e polistrumentista, già arrangiatore mastro del masterpieceTo Pimp A Butterfly”, nonché collaboratore “ovunque” (tanto di Snoop Dogg quanto di Herbie Hancock), nominato ai Grammy Awards col precedente “Velvet Portraits”, nel 2017 ha riunito intorno a sé molti dei nomi che stanno rendendo vivace la scena losangelina, per improntare un vero e proprio all stars record.
Spicca la presenza di Kamasi Washington, ma la lista, lunga e variegata, raccoglie fra gli altri il rapper Chachi, la vocalist Rose Gold, il tastierista Robert Glasper, il chitarrista Marlon Williams e il batterista Curlee Marton, tutti grandi esperti nel maneggiare la materia jazz (“Chef E Dubble”), funk (“Up And Away”) e soul (“Intentions”).

Sono proprio queste tre le direttrici fondamentali di “Sounds Of Crenshaw”, al quale viene affibbiato quel suffisso “Vol. 1” che fa ben sperare per il futuro, un lavoro che attraverso morbide partiture miscela alla perfezione atmosfere jazzy e nu-soul, partendo lì dove era arrivato l’ultimo grande disco black di riferimento, il fortunato “A Seat At The Table” di Solange.
“You And Me”, “Your Space” e “Feelings Of The World”, ma anche il divertissement del piccolo frammento “Reprise Of Us” riprendono il filo proprio da quelle patinate scorribande per contribuire a scrivere pagine importanti nel processo di updating dello stato dell’arte della musica soul.

Sono rari i frangenti “normali”, canonici, telefonati, già sentiti, forse giusto “Believe”, “Feelings Of The World” (con una chitarra elettrica che cerca invano di trovare una svolta al pezzo), la conclusiva “Don’t Trip” e la prima parte della stilosissima fusion di “Funny How Time Flies”, dove per fortuna dopo un paio di minuti al fastidioso vocoder si sostituisce un sax regale.
Grazie al livello dei musicisti coinvolti, gli episodi di spessore sono innumerevoli, a partire dalla nobile classe che ammanta la strumentale “Mama D/Leimert Park” e dallo struggente pianoforte che fa da incipit alla notturna “Wake Up”, rendendo il primo capitolo del progetto Pollyseeds indispensabile, non solo per gli amanti della black music contemporanea.

(21/08/2017)

  • Tracklist
  1. Tapestry
  2. Chef E Dubble
  3. Intentions
  4. Funny How Time Flies
  5. Mama D / Leimert Park
  6. You And Me
  7. Believe
  8. Up And Away
  9. Wake Up
  10. Your Space
  11. Feelings Of The World
  12. Reprise Of Us
  13. Don’t Trip
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