Portico Quartet

Art In The Age Of Automation

2017 (Gondwana) | nu jazz, modern classical

La buona notizia su cui più o meno tutti potrebbero concordare è che Portico sia tornato a essere "Quartet". Dopo il perfezionamento della formula jazz da camera del self-titled, edito dalla Real World di Peter Gabriel, la fucina moderna e cool della Ninja Tune ne ha accolto la manovra tutta elettronica di "Living Fields" - a firma di tre su quattro membri - ricco di illustri featuring vocali ma assai povero di idee.
Non sappiamo che grado di coscienza ci sia in questo dietrofront, fatto sta che esso coincide con l'adozione da parte di un'altra etichetta indipendente: Gondwana, con base a Manchester, riunisce varie proposte afferenti all'eterogenea sfera del nu jazz e del crossover, annoverando tra i suoi nomi di punta Matthew Halsall e GoGo Penguin.

L'intento, abbastanza prevedibilmente, è quello di conciliare le due strade sinora intraprese, come già preannuncia il titolo ispirato al capitale saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità dell'opera d'ingegno. Ma forse, in maniera più subliminale, le sonorità qui compendiate intendono più che mai strizzare l'occhio al pubblico affezionato della Ecm, aperto alle contaminazioni soltanto se confezionate in un prodotto dal suono impeccabile e dal design elegante.
Così le undici tracce di questo concept strumentale si richiamano l'un l'altra per tramite di segmenti melodici ricorrenti - propaggini post-minimaliste delle percussioni di Steve Reich (oltre al pianoforte, di nuovo la hang drum) - cui si mescolano alternatamente un sax alla Jan Garbarek, agili tessiture ambient/elettroniche e vaporose sezioni d'archi modern classical d'ascendenza nordica.

Beat sommessi e una ripetizione voluta ma messa poco a frutto sono gli elementi che finiscono per condannare l'album a un ruolo di tiepido sottofondo. Come per molte blasonate uscite dell'etichetta di Manfred Eicher, anche "Art In The Age Of Automation" fa sfoggio di ordine e pulizia del suono impeccabili e sembra ignorare del tutto non soltanto l'estro, ma anche quell'effetto "cinematico" che i Portico da sempre professano come propria forza e cifra distintiva. E giunti ora al primo decennio di attività, francamente, all'orizzonte non si vedono troppe speranze di risollevamento.

(04/09/2017)

  • Tracklist
  1. Endless
  2. Objects To Place In A Tomb
  3. Rushing
  4. Art In The Age Of Automation
  5. S/20005S
  6. A Luminous Beam
  7. Beyond Dialogue
  8. RGB
  9. Current History
  10. Mercury Eyes
  11. Lines Glow




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