Protomartyr

Relatives In Descent

2017 (Domino) | post-punk, art-rock

A due anni di distanza dall'affermazione ottenuta con "The Agent Intellect", che ne ha facilitato il passaggio alla Domino, con conseguente incremento del budget oggi disponibile per affrontare le spese di registrazione e promozione, i Protomartyr sviluppano nel nuovo "Relatives In Descent" un post-punk che preferisce giocare di fino, con tanto di atmosfere evocative e dinamiche emozionali studiate ad arte, come ben espresso nella superba "Night-Blooming Cereus".
Illuminante la sintesi rappresentata nell'anti-trumpiana "A Private Understanding", con quell'andatura che intende prefigurare una sorta di pericolo imminente, dove i frangenti più tenui (riprodotti in brevi intermezzi acustici) sono la giusta chiave per rendere ancor più deflagranti le ripartenze.

L'esangue analisi della situazione contingente americana, così come le non troppo criptiche invettive contro il Presidente, sono solo alcuni dei temi portanti della mai meno che profonda e impegnata scrittura di Joe Casey, uno di quelli con il carisma di chi ha sempre qualcosa di interessante e pungente da dire.
Quello di Casey è un ruolo centralissimo all'interno del progetto Protomartyr: grazie al tono di voce baritonale, rende ancora più inevitabili accostamenti importanti come Fall, Joy Division, Birthday Party e primi Interpol, tutti magistralmente richiamati nella personalissima visione electric-funk concretizzata nei tre minuti scarsi di "Here Is The Thing".
È materia pericolosa quella contenuta nel quarto lavoro del quartetto di Detroit, sempre pronta a infiammarsi ("Male Plague") o a lanciarsi in scarti improvvisi ("My Children"), densa di piogge elettriche ("Caitriona", con le chitarre che incrociano il noise dei Sonic Youth con il buio dei primi Cure) e drammaticità ("Up The Tower"), di corde psichedeliche che prima formano e poi lasciano esplodere muri sonici ("Windsor Hum"), ma sotto la coltre di macerie e assalti all'arma bianca non di rado si scorge, vivida e possente, la melodia ("The Chuckler", "Don't Go To Anacita").

I Protomartyr firmano così il proprio manifesto: un disco nervoso e compatto, il loro migliore fin qui realizzato, che si toglie persino lo sfizio di giocare con le parole su celebri e intoccabili titoli zappiani ("Corpses In Regalia").
"Relatives In Descent", assieme ai nuovi album di Idles e Metz, forma un trittico di rara potenza ed efficacia, che in queste settimane ha dimostrato di saper ravvivare il sacro fuoco dell'alternative-rock più verace e intransigente: alla faccia di chi continua a ritenerlo obsoleto e retromane, senza più nulla da dire o mostrare.

(11/10/2017)

  • Tracklist
  1. A Private Understanding
  2. Here Is The Thing
  3. My Children
  4. Caitriona
  5. The Chuckler
  6. Windsor Hum
  7. Don't Go To Anacita
  8. Up The Tower
  9. Night-Blooming Cereus
  10. Male Plague
  11. Corpses In Regalia
  12. Half Sister


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