Psychedelic Witchcraft

Sound Of The Wind

2017 (Listenable) | psych-rock

Dopo il bis del 2016 (“Black Magic Man” e “The Vision”), torna la creatura psichedelica dell’ottima Virginia Monti, mente e ideatrice del progetto Psychedelic Witchcraft. Anticipato dalla breve raccolta “Magick Rites And Spells” (con una cover dei Blue Oyster Cult e tre inediti), il nuovo “Sound Of The Wind” - tra monolitici riff psych e stoner - fa notare un minimo cambiamento nello stile del quartetto fiorentino; un maggiore concentrato di energia e potenza e meno pulsioni lisergiche, che potremmo riassumere in più Black Sabbath e meno cavalcate ipnotiche alla Grateful Dead.

I Psychedelic Witchcraft sono un quartetto ormai ben rodato che spicca nella scena psichedelica italiana e internazionale, forse non per originalità, ma certamente per fiducia nei propri mezzi e per una sincera passione sia per le principali band che si muovono tra heavy-psych-rock ed esoterismo, sia per il cinema horror degli anni 50 e 60 - in particolare quello della leggendaria casa cinematografica britannica Hammer - oltre che per lo spirito più autenticamente legato al rock delle origini visto come forza liberatoria, con un approccio più fisico che non cade mai nella banalità.

Dopo una breve intro ("Maat") si arriva dritti nel cuore dell'imponente riff di "Lords Of The War", classico brano tra Black Sabbath e blues psichedelico, arricchito anche da testi antimilitaristi non scontati. Insieme a “Rising On The Edge” - entrambe presentate con due bei video ufficiali - per potenza, comunicatività e immediatezza rappresentano un perfetto esempio delle potenzialità dei fiorentini.
“Turn Me On” e “Sin Of Mine" rimandano abbastanza chiaramente ai blues duri dei Led Zeppelin, mentre la potente “Wild We Go” - con un'intro cinematografica - è un buon hard-rock con finale poderoso, incentrato sull’importanza di rimanere sempre se stessi, comunque vada. Stranamente il momento meno significativo dell’album sta nella title track, clone fin troppo calligrafico del capolavoro “White Rabbit” dei Jefferson Airplane, senza avere però nulla della sua grandezza.

Si aggiungono coinvolgenti suoni di tastiera nel caos di “The Warrens”, dedicata alla coppia di demonologi Ed e Lorraine Warren, mentre le due finali “Let Me Be Myself” e la strumentale “Horizons” sono - insieme ai singoli da cui sono tratti i due video ufficiali - il meglio di “Sound Of The Wind”. La prima è un classico blues psichedelico dilatato, simile alla bellissima "Magic Hour Blues" del primo album, la seconda è il momento più fluido e liberatorio dell'Lp, vera fuga di note priva di rigidi schemi, introdotta da un breve pattern di piano.

(19/02/2018)



  • Tracklist
  1. Maat
  2. Lords Of The war
  3. Wild We Go
  4. Sound Of The Wind
  5. Turn Me On
  6. Rising On The Edge
  7. The Warrens
  8. Sin Of Mine
  9. Let Be Myself
  10. Horizons




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