Radiohead

OK Computer OKNOTOK 1997-2017

2017 (XL) | alt-rock, avant-pop

Flash n° 1: primo maggio 1995, bloccato in caserma perché di turno, televisore della camerata acceso mentre scorrono le immagini dei Radiohead a Piazza San Giovanni, sì, quelli che hanno fatto un paio d’anni prima una canzone così deprimente da essere bandita da Bbc 1.
Flash n° 2: fine maggio 1997, in sala prove con l’amico Gianni Santoro (che di lì a poco avrebbe abbandonato le velleità di cantante per diventare una firma di rilievo su XL prima e Repubblica poi) che mi porta una cassettina con il nuovo disco dei Radiohead, tanto per prendere spunto e farne qualche cover. “Com’è?” – gli chiedo – “Strano” – risponde lui -. Di lì a poco sarebbe diventato una costante nei nostri ascolti per gli anni a venire.

Today: giugno 2017, vent’anni dopo, rileggendo fatti e contenuti col senno di poi, “Ok Computer” viene percepito come uno degli album più importanti dei nostri tempi, nonché come uno dei più influenti di sempre, tanto da essere considerato come un vero e proprio spartiacque fra epoche. Prima della sua pubblicazione le aspettative di fan e curiosi erano altissime, per una band – soprattutto dopo il tormentone “High And Dry” - considerata da molti come la più plausibile alternativa agli U2 post-“Zooropa”/“Pop”.
Ma il quintetto di Oxford iniziò da quel momento in poi (il disegno era probabilmente partito già prima) a sdoganarsi da quell’immaginario, a rifuggire da qualsiasi semplicistica catalogazione, cercando di diventare soprattutto sé stesso, sviluppando qualcosa di nuovo, di mai udito prima. Compirono l’impresa spingendo con forza sul fronte sperimentale, assumendosi senza timori il rischio di un suicidio commerciale, riuscendo a ritagliarsi una rispettabile posizione come "rock" band d’avanguardia, mantenendo peraltro sempre un buon riscontro di vendite.

Dei contenuti musicali e lirici di “Ok Computer” si possono trovare informazioni ovunque, non vi annoieremo con inutili decodifiche già lette, ma va sottolineato come le tracce inserite abbiano ancora la parvenza di canzoni, pur essendo in qualche modo tangibili i segni di quella scomposizione in fattori primi (e successiva ricomposizione secondo parametri inusuali), che condurranno agli ancor più deviati “Kid A” e “Amnesiac”.
Già da tempo è in circolazione una deluxe edition arricchita da un bonus cd con tutte le b-side di singoli ed Ep estratti all’epoca, più alcune riprese live. Per festeggiare il ventennale arriva puntuale una nuova versione denominata “OKNOTOK” e la domanda diviene legittima: perché mai dovremmo acquistarla?
Anzi tutto perché a volte i dischi vanno ricomprati più volte (qualcuno ha detto “Abbey Road”?), poi perché potrebbe risultare un bel regalo per il vostro amico che ancora sottovaluta la portata rivoluzionaria di Thom Yorke e soci, e perché questa volta oltre a replicare la presenza di quelle B-side (ma stavolta in un ordine diverso, non cronologico) vengono inseriti in apertura del bonus cd tre inediti assoluti (risuonati per l’occasione, alcuni per la verità già noti ai fan), che donano al box quell’aura da opera definitiva, lasciando di stucco al pensiero di cosa i Radiohead di allora potessero permettersi di lasciar fuori dalla tracklist.

Oltre alla presenza di “I Promise”, della stupefacente “Man Of War” e di “Lift”, va sottolineato il lavoro di remastering al quale tutte le tracce già edite sono state sottoposte, partendo dai nastri analogici originali.
Il tutto è disponibile in formato digitale, doppio cd, triplo vinile, e – per la gioia dei collezionisti – in un sontuoso box acquistabile soltanto online contenente – oltre al triplo vinile - un book a copertina rigida con trenta artwork e i testi delle canzoni, un quaderno di 104 pagine con appunti di Thom Yorke del tempo e – udite udite – una cassettina C90 con dentro stralci delle session di registrazione e alcuni demo tape (ma se siete sprovvisti di registratore per riprodurre la cassetta è disponibile un codice per eseguire il download). Cento sterline e vi portate a casa la versione definitiva di “OK Computer”.

Non vendette quanto altri classici del britpop (genere al quale con troppa faciloneria i Radiohead vennero accostati agli esordi), certo non quanto un “What’s The Story (Morning Glory)” o un “Urban Hymns” (tanto per citare un paio di bestseller più o meno coevi), ma l'influenza di "Ok Computer" sulla musica degli anni successivi sarà immensa, e per molti questo resterà il miglior disco in assoluto della formazione inglese, quello col quale si sdoganeranno per sempre da qualsiasi slancio commerciale per diventare qualcosa di diverso e unico, dimostrando successivamente di sapersi rimettere in gioco interpretando alla perfezione il proprio tempo, senza il timore di poter perdere qua e là qualche match point.
E’ già una nostra Pietra Miliare, ma tornare a omaggiarlo è a dir poco un atto dovuto, così come hanno fatto dodici artisti italiani (fra i quali Marlene Kuntz, Benvegnù e Nada, non certo gli ultimi arrivati…) che di recente hanno coverizzato l’intera scaletta originale nel tributo “Ko Computer”, reso disponibile in download gratuito. Un atto dovuto il nostro, dicevamo, per un disco da conservare gelosamente nella speciale bacheca dei più belli e importanti, di quelli che in qualche modo hanno contribuito alla formazione musicale di ognuno di noi.

(05/07/2017)

  • Tracklist

Cd 1

  1. Airbag
  2. Paranoid Android
  3. Subterranean Homesick Alien
  4. Exit Music (For A Film)
  5. Let Down
  6. Karma Police
  7. Fitter Happier
  8. Electioneering
  9. Climbing Up The Walls
  10. No Surprises
  11. Lucky
  12. The Tourist

 

Cd 2

  1. I Promise
  2. Man Of War
  3. Lift
  4. Lull
  5. Meeting In The Aisle
  6. Melatonin
  7. A Reminder
  8. Polyethylene (Parts 1 & 2)
  9. Pearly
  10. Palo Alto
  11. How I Made My Millions










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