Robert Sotelo

Cusp

2017 (Upset! The Rhythm) | lo-fi, pop-psych

Trentaseienne nato a Peterborough, Andrew Doing ha un'ossessione: Paul McCartney. "Cusp" è infatti il suo omaggio al ragazzo di Liverpool, filtrato attraverso le visionarie creazioni di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", le raffinate indolenze degli Steely Dan e le amorevoli trasgressioni degli Xtc, che qui sembrano il vero punto di partenza per un potenziale progetto alla Dukes Of Stratosphear.
Andrew, alla maniera di Partridge & C., crea infatti un proprio alter ego, mettendo insieme il suo secondo nome, Robert, insieme al cognome della mamma argentina, Sotelo. Ed è sotto queste credenziali che il musicista americano improvvisa potenziali pop lo-fi, cazzeggiando su accordi scomposti che confondono scale musicali maggiori e minori e perfino diatoniche.

Senza essere né tecnicamente dotato, né particolarmente geniale dal punto di vista lirico, Robert Sotelo mette in piedi un album potenzialmente innocuo e disturbante. L'approccio è quasi punk, svogliato, come se l'autore fosse vittima della sindrome di Stoccolma al cospetto dell'opera omnia dei Beatles e, nel tentativo di emularne la grandezza, navigasse in un oceano di note scomposte cercando di non suonare passatista.
Ed è questa la ragione che fa di brani come "Marinade" un potenziale punto di riferimento per i futuri figli di Lennon e McCartney; infatti, mentre il metronomo scandisce il tempo, a mo' di lezione da conservatorio, elementi spuri d'elettronica violano la flebile trama armonica, con dissonanze vocali e strumentali che, alfine, rimarcano l'essenza ribelle e adolescenziale della musica pop. Geniale.

Un altro piacevole misfatto è la maliziosa cantilena infantile alla "Shining" intitolata "Bronte Paths", che si allontana dal cliché beatlesiano per abbracciare l'indolenza sorniona di Connan Mockasin. Non è altresì difficile scorgere il medesimo spirito tipicamente "English" di Kevin Ayers in "Bring Back The Love" o le primigenie malinconie dei Pink Floyd di Syd Barrett nell'accattivante e vibrante "Version". Nelle mani di Robert Sotelo, la psichedelia diventa strumento d'alterazione di semplici pop-song in stile Kinks ("Brother, You're Complicated"), Rolling Stones ("Let's Transcend") e naturalmente Beatles ("Tenancy Is Up" e la title track).
A volte il tono derivativo fa sì che alcune canzoni si arrendano alla prevedibilità ("Dr. Parsley", "Previous Sleeve") ma anche quando sembra che tutto fili senza alcuna particolare emozione, ecco spuntare quel briciolo di trasgressione lirica che dona brio a ballate gentili ("Dance") e a indolenti folk-psych dagli inattesi risvolti politici e sociali ("Alan Keay Is Fit For Work").

A dar forza all'insieme anche un'interessante e curiosa costante dei testi, sempre imperniati su esperienze personali dalle alterne fortune, che nel loro quadro d'insieme danno un senso alla bellissima copertina disegnata dall'artista Daniel Sean Kelly, dove l'uomo, smarritosi nell'inseguire la propria testa rotolante, rappresenta appunto il cusp, il limite.

(03/11/2017)



  • Tracklist
  1. Tenancy Is Up
  2. Let's Transcend
  3. Bring Back The Love
  4. Marinade
  5. Bronte Paths
  6. Dance
  7. Version
  8. Dr. Parsley
  9. Alan Keay Is Fit For Work
  10. Cusp
  11. Previous Sleeve
  12. Brother, You're Complicated




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