Shanghai Restoration Project

R.U.R.

2017 (Autoprodotto) | elettronica

Ci sono due buone ragioni per prendere seriamente in considerazione i lavori degli Shanghai Restoration Project, la creatura del produttore Dave Liang che dal 2016 vanta la collaborazione a tutti gli effetti dell'artista Sun Yunfan: l'elettrizzante, anche se non sempre convincente, miscela di etnie e generi musicali presente negli album e il fatto che Liang non abbia mai rinunciato alla commistione di elettronica digitale e strumentazione acustica, specialmente quella tradizionale cinese. Ma non è tutto. Fondere virtuosismo ed estetica minimalista, aspetto che ancor più di altri rende gli Shanghai Restoration Project degni di attenzione, può avere due dirette conseguenze: che i due elementi cozzino l'un l'altro o che si giunga a un'opera completa, in cui semplicità e complessità sono in equilibrio e si compensano. I brani di Liang si collocano in una sorta di posizione intermedia, raggiungendo con sempre maggiore frequenza negli ultimi quattro anni risultati soddisfacenti.

Entriamo nel dettaglio: il nuovo album "R.U.R." è aperto dal singolo "Alpha Go" che inizia con un balzo, trascinandoci dopo pochi secondi nel cuore del brano: un giro di pianoforte ritmico e armonicamente complesso corre dietro alle robotiche pulsazioni, ma va talmente veloce da riuscire a raggiungerle e a superarle, fino a quando, come resosi conto di essere troppo avanti, si ferma e torna al punto di partenza per ricominciare il giro da capo.
Gli Shanghai Restoration Project sembrano far propria l'espressione "La ripetizione è cambiamento" (un'idea che Brian Eno maturò dal pensiero di John Cage), rimanendo fedeli alle premesse del minimalismo durante la composizione di "Tropical Spice Garden" e "Expedition Voronya"; nei due brani infatti non ci sono virtuosismi né digressioni, sono composizioni scarne, levigate e meticolosamente rifinite. La prima è kraftwerkiana nella spirale di progressioni armoniche che la attraversa, mentre la seconda mostra tratti vagamente enoani, per via delle sue intrinseche qualità melodiche e Zen: è un'oasi di agitazione pacifica. L'armoniosa serenità di "Expedition Voronya" contagia la successiva "Last Bachelor Oecanthus", in cui un leggiadro dialogo fra due pianoforti accarezza con delicatezza l'ascoltatore e si pone in rigido, ma piacevole, contrasto con la ritmica hip-hop del brano.

"Spooky Party" ospita invece un paesaggio di glitch su sfondo percussivo policromo, ottenuto dalla giustapposizione di pulsazioni sintetiche e drumming metallico. La ritmica si fa ancora più martellante in "Wish You Were As Happy As Me", i cui battiti lasciano ampi solchi che permettono a una sibilante melodia, sinuosa e strisciante come un serpente, di riempirli.
Arrivato a questo punto, il duo avrebbe anche potuto fermarsi: i primi sei brani del disco sono talmente diretti da rendere esplicite le intenzioni di Sun Yunfan e del produttore, cui sembra restare ben poco da aggiungere. Per questo motivo in quasi tutte le restanti sette tracce di "R.U.R." gli Shanghai Restoration Project scelgono di enfatizzare certe caratteristiche da light show già presenti nei brani precedenti e di spingersi altrove soltanto in un paio di occasioni. Infatti, incontreremo nuovamente la musa di Liang e Sun durante le escursioni fusion sul brano downtempo "Library Breakin'" e nelle atmosfere sospese à-la Cluster&Eno (1977) dell'ultima "Telemicroscope".

(05/01/2018)

  • Tracklist
  1. Alpha Go
  2. Tropical Spice Garden
  3. Expedition Voronya
  4. Last Bachelor Oecanthus
  5. Spooky Party
  6. Wish You Were as Happy as Me
  7. Supermega Cosmomall
  8. Self-Run Diagnostic
  9. Triple Speed Taichi
  10. Library Breakin'
  11. High Culture Tour
  12. Happy Earth Day
  13. Telemicroscope
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