Sinai Vessel

Brokenlegged

2017 (Tiny Engines) | emo-pop-rock

Forse, in un’altra dimensione, i Sinai Vessel non hanno davvero buttato via il lavoro di un anno e mezzo per ricominciare da capo la registrazione del loro disco. Nella nostra, l’hanno fatto, ed è una decisione con la quale si può già simpatizzare: perché dedicare una vita di difficoltà economiche (speriamo di no, ma insomma…) a qualcosa in cui non si crede veramente? Tanto vale rifarla da capo, per pensarla forte mentre si cambia la gomma al furgone sotto la tormenta.
“Brokenlegged”, di conseguenza, suona tirato a lucido come una grande supposta di canzoni perfezionate per il pubblico “intenditore” e cresciuto dell’emo odierno, che vuole rock e violini nello stesso brano (il brano alla DCFC “Ramekin”, “Dogs”), ma ha anche l’occhio abbastanza lungo da accorgersi perfettamente quando manca l’onestà di fondo richiesta da queste uscite.

Si tratta di un equilibrio che si raggiunge solo ispirandosi ai più grandi, che non mancano in “Brokenlegged”, ad esempio gli Appleseed Cast più melodici, con quei quiet/loud di proporzioni esistenziali a placcare l’ascoltatore (“Looseleaf”, “Laughlin”), oppure i già citati DCFC, in un “Transatlanticism” più spigoloso e testosteronico, con coinvolgenti aperture giovanilistiche (“Down With The Hull”); ma si trovano anche le narrazioni granitiche di David Bazan, declinate opportunamente sugli accenti nostalgici che ci si aspetta (“Dogs”).

Insomma, “Brokenlegged” fornisce tutto il meglio che un disco di emo contemporaneo può offrire, sfruttando la sua versatilità stilistica (che annovera anche il power-pop da college del finale di “Birthblood” e qualche eco grunge in “Cork Of Worry”) e il suo sound impeccabile per esaltare le aperture melodiche del frontman Caleb Cordes. Il risultato è un disco di grande freschezza, da ascoltare a ripetizione: un piccolo manuale di “esordio emo”.

(01/02/2017)



  • Tracklist
  1. Looseleaf
  2. Ramekin
  3. Laughlin
  4. Down With The Hull
  5. Dogs
  6. Birthblood
  7. Died On My Birthday
  8. Cork Of Worry
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