Sorority Noise

You're Not As ___ As You Think

2017 (Triple Crown) | emo, alt-rock

Nel 2006 “The Devil and God Are Raging Inside Me” dei Brand New scuoteva il panorama emo americano. In quelle dinamiche fatte di sali e scendi, di esplosioni e implosioni, sussulti e sussurri, assumeva corpo e forma la battaglia di Dio e del Diavolo - o del Diavolo e di Dio, a seconda di chi avesse la meglio in quel dato momento. Oggi, a più di dieci anni di distanza, i Sorority Noise scelgono lo stesso produttore, Mike Sapone, per dare forma al loro nuovo album, perfettamente emo già dal nome e dalla copertina. Non è un caso, dunque, se certi passaggi di “You’re Not As ____ As You Think” suonino come un ritorno a un decennio fa e se “Leave The Fan On” dipinga atmosfere come quelle evocate dalla catartica “Jesus Christ”.

Non ha controindicazioni, l’ultimo dei Sorority Noise, giacché facilmente commestibile non soltanto dagli amanti del genere, ma anche da chi ne è meno avvezzo. D’altro canto, nel grande albero genealogico dell’emo-core d’oltreoceano, i ragazzi del Connecticut si collocano nella famiglia dei più melodici: non quanto l’indie-folk dei Pinegrove, ad esempio, ma sicuramente più vicini ai Modern Baseball che ai francesi Sport e a tratti cugini stretti dei The World Is A Beautiful Place…, seppur senza le loro più complesse deviazioni post-rock.
Eppure c’è spazio anche per clangori e deflagrazioni – in questo senso la coda della già citata “Leave The Fan On” è esemplare – e tra riff più o meno distorti si insinua perfino l’accenno a tappeti strumentali che potrebbero ospitare il paroliere hip-hop dei Public Enemy più edulcorati – pensare per un istante a “He Got Game”, quando si ascolta l’incipit di “A Better Sun”, è tutt’altro che un ingiustificabile delirio, dal momento che Mike Sapone, all’alba del nuovo millennio, produsse anche il gruppo rap in questione.
“No Halo” è la cavatina di Cameron Boucher; tre minuti in cui è essenzialmente impossibile coniugare verbi in futuro, perché nel presente c’è la morte di un amico e nei trascorsi l’amarezza dei rimpianti, avviluppati in fantasmi che hanno tutti la stessa forma, quella del senso di colpa.

Proprio da qui fino all’asfittico e conclusivo blues di “New Room” si susseguono scuse, discorsi diretti, deflessioni e riflessioni, tempi e controtempi. Quando con “Second Letter From St. Julien” si fa l’occhiolino agli arpeggi e alle percussioni jazzate degli American Football, si ha l’impressione che la cornice abbia chiuso i quattro lati, contenendo un vero e proprio compendio di tutto ciò che significa “emo” nel 2017. Un riassunto di un genere che, probabilmente, rappresenta la definitiva consacrazione dei Sorority Noise.

(01/03/2017)



  • Tracklist
  1. Halo
  2. A Portrait Of
  3. First Letter From St. Sean
  4. A Better Sun
  5. Disappeared
  6. Car
  7. Where Are You?
  8. Second Letter From St. Julien
  9. Leave The Fan On
  10. New Room
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