Sparks

Hippopotamus

2017 (BMG) | art-pop, glam

Sono ben poche le band di culto rimaste a galla per oltre cinquant'anni, e tra queste gli Sparks sono senz'altro una delle più originali e imprevedibili. Scoperti e scritturati da Todd Rundgren, i due fratelli Mael sono stati inconsapevoli anticipatori dell'art-rock, ma anche improbabili freak decadentisti e istrionici, nonché autentici sovvertitori di quella routine che ha ridotto molte celebrità a patetiche macchiette; ed è forse per queste ragioni che sono stati venerati dal pubblico inglese come se fossero autoctoni.

Purtroppo per i più distratti Ron e Russell Mael sono solo un altro tassello del fenomeno glam-rock, uno stile che molti amano citare per l'indiscutibile valenza storica, ma che raramente difendono a spada tratta dalle accuse di vacuità creativa. Sono passati ben otto anni dall'ultimo disco a nome Sparks, otto anni che hanno modificato ancora una volta l'assetto discografico, rimettendo in gioco vecchie glorie ed eroiche figure di culto. In verità dietro la genesi del loro ventitreesimo album vi è la recente collaborazione con i Franz Ferdinand, sotto il nome di FFS, che ha convinto la band ad accettare l'ennesima sfida - ovvero tornare a scrivere canzoni di tre o quattro minuti, nelle quali setacciare il loro multiforme universo di stili in cui convivono la techno, l'euro-disco, il prog e la musica sinfonica.

Non è azzardato tentare una comparazione tra la copertina del nuovo disco degli Sparks e quelle di album come "Propaganda" o "Indiscreet", in effetti l'ultimo progetto dei fratelli Mael segna un deciso ritorno verso quel pop eccentrico e sarcastico con il quale negli anni 70 marchiarono indelebilmente la scena glam. La vera sorpresa di "Hippopotamus" è l'inattesa modernità del linguaggio sonoro: la componente estetica surreale e melodrammatica della musica dei fratelli Mael si sposa perfettamente, nonché beffardamente, sia con l'alienazione provocata dalla seduzione tecnologica sia con lo stile di vita salutare promesso a suon di spot da venditori di sdolcinati prodotti fatti in serie.
Il disincanto e una saggezza burlona sono la vera panacea offerta dai moderni Sparks, che non risparmiano nessuna delle frecce al loro arco per riconquistare il podio nell'olimpo dell'esotic-pop. Il perfetto pop-drama di "Edith Piaf (Said It Better Than Me)", il mood da circo felliniano di "Scandinavian Design" (qui si parla di IKEA?) e le geometrie più teatrali di "Giddy Giddy" mettono insieme una sequenza che non lascia alcun dubbio sull'abilità del duo di concentrare in poche note un universo pop che non ha eguali.

Per un attimo si ha la sensazione che gli Sparks abbiano abbandonato le evoluzioni sinfoniche e quasi classicheggianti che diedero il la all'ambizioso e incompreso "The Seduction Of Ingmar Bergman", ma è solo una breve illusione, perché "Hippopotamus" resta nei dintorni del neoclassico mettendo in piedi una potenziale operetta pop-rock. Ogni brano sembra composto per avere una sua storia e una sua collocazione visuale, come gli Who di "Tommy" e "Quadrophenia", i fratelli Mael abbozzano una rock-opera ricca di personaggi onirici.
Stravinsky ("Hippopotamus"), Wagner ("What the Hell Is It This Time?"), Chopin ("Probably Nothing") sembrano quasi sorridere da dietro le quinte, ma niente paura, le tentazioni sinfoniche sono affrontate nello stesso modo con il quale Sid Vicious intonò "My Way", dando vita a piccole gemme postmoderne ("The Amazing Mr. Repeat", "So Tell Me Mrs. Lincoln Aside From That How Was the Play?"), oppure a istrioniche canzoni da cabaret a tempo di valzer ("When You're A French Director") o a ballate ai confini della musica lirica ("Life With The Macbeths").

L'abilità del duo di creare delle istantanee pop musicalmente ricche ed estrose è ancora intatta, e anche se "Hippopotamus" non possiede l'irruenza del passato, conferma e consolida l'unicità del loro stile, fatto di vertiginose e malleabili pop song che suonano più audaci di molta musica sperimentale.

(07/09/2017)



  • Tracklist
  1. Probably Nothing
  2. Missionary Position
  3. Edith Piaf (Said It Better Than Me)
  4. Scandinavian Design
  5. Giddy Giddy
  6. What The Hell Is It This Time?
  7. Unaware
  8. Hippopotamus
  9. Bummer
  10. I Wish You Were Fun
  11. So Tell Me Mrs. Lincoln Aside From That How Was The Play?
  12. When You're A French Director
  13. The Amazing Mr. Repeat
  14. A Little Bit Like Fun
  15. Life With The Macbeths




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