Sugaray Rayford

The World That We Live In

2017 (Blind Faith Records) | soul, blues

Dopo Martha High, un altro personaggio internazionale della black music entra nella scuderia della Blind Faith Records, ancora una volta sotto l'egida produttiva dell'ex-Quintorigo Luca Sapio.
Bluesman, nato in Texas, Sugaray Rayford è al suo terzo album solista, un progetto - "The World That We Live In" - che non promette innovazioni o rivoluzioni sonore ma solo una buona mezz'ora di sana old time music in chiave soul.
Il musicista si confronta con i suoi numi tutelari, ovvero Otis Redding, Muddy Waters, Solomon Burke e James Brown, con un repertorio di inediti frutto della penna del produttore e musicista italiano.

La registrazione analogica offre un discreto effetto deja-vu, evocando il suono della Stax o della Atlantic Records, peccato che il repertorio non sia del tutto all'altezza delle attese. Luca Sapio indugia in cliché non solo musicali, ma anche lirici, provocando un effetto replay che alla lunga risulta freddo, nonostante l'anima del soul faccia capolino in più di un frangente. Ed è proprio nella title track che i nodi vengono al pettine: il refrain è privo di swing, la voce di Rayford non accenna emozioni e tutto si trasforma in una piacevole ma esangue routine.

Piccoli trucchi del mestiere, come il flauto in "Don't Regret a Mile" e il mood sexy creato dall'intreccio di piano e sezione ritmica in "Home Again" catturano qualche sorriso e un timido applauso, ma l'unica vera emozione arriva solo sul finale con un'esotica "Troubles", che per un attimo recupera l'inventiva della tradizione soul, flirtando con curiose profumazioni etniche.

Troppo poco e troppo tardi, per poter inserire "The World That We Live In" nell'elenco dei più interessanti album retrò della scena soul moderna.

(10/09/2017)



  • Tracklist
  1. Take Me Back
  2. The World That We Live In 
  3. Don't Regret A Mile
  4. What Do We Own
  5. Home Again
  6. Keep Moving
  7. Dig A Little Deeper
  8. Ain't Got No Business To Die
  9. The Boogey Man
  10. Troubles


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