Trepaneringsritualen

Deathward, To The Womb (ristampa)

2017 (Cold Spring) | ritual industrial

Thomas Martin Ekelund con il suo progetto Trepaneringsritualen ha riportato il ritual industrial agli antichi fasti, fondendo suggestioni provenienti dai primi Current 93 e Coil al suono anni Novanta di Mz412 e Brighter Death Now. Vero erede del sound e, soprattutto, dello spirito iconoclasta che animava la leggendaria label svedese Cold Meat Industry, Ekelund (già attivo in passato come Dead Letters Spell Out Dead Words, Nullvoid, Teeth e Th. Tot.) ha alzato il livello di una ricerca che oggi (ri)unisce con successo ambient post-black metal e grezze sonorità post-industriali di marca underground.

La Cold Spring ristampa oggi in cd e in vinile a 180gm e in edizione limitata a 500 copie il primo vero disco a firma Trepaneringsritualen, “Deathward, To The Womb”, uscito in origine nel 2012 come 10” in 275 copie per Release The Bats Records. Per l’occasione troviamo anche una bonus track su cd (presente in download code per il vinile) di 12 minuti e 17 secondi, intitolata “I Remember When I Was God”, a firma “Teeraal Räum Pheynix”, uno dei tanti alias del Nostro.
Il nome del progetto Trepaneringsritualen deriva dall’antica arte di trapanazione del cranio per scopi magici e religiosi e qui sicuramente siamo di fronte a un esordio da ascoltare con mente aperta.
Anche qui, come del resto nella recente ristampa di Zos Kia/Coil realizzata dalla stessa Cold Spring, abbondano i riferimenti al culto di Thelema, sorta di pensiero magico/filosofico elaborato dall’occultista Aleister Crowley all'inizio del XX secolo.

Il disco si apre citando un’evocazione a "Babalon" condotta da "Frater T.O.P.A.N" (nome dietro cui si nascondeva Jack Parsons), un confratello seguace di Thelema. Babalon è la "Grande Madre" che rappresenta l’impulso di fecondità. Attraverso la sua fiamma, essa è chiamata a bruciare e purificare tutta la creazione in vista dell’“Aeon Of Horus”, era di autorealizzazione e di ricerca spirituale sotto la vera volontà ("True Will"). La nascita di Babalon però non sarà preludio a un’era di amore e pace ma, all’opposto, farà precipitare il mondo in una sorta di violento cataclisma, un’apocalisse purificatrice manifestata attraverso l’immagine della “Black Flame”: “She is flame of life, power of darkness/ She destroys with a glance/ She may take thy soul. She feeds upon the death of men” per citare proprio il testo “The Babalon Working” scritto da Parsons.

Tutto il disco di Ekelund è una sorta di session rituale che ha anche nella dimensione "live" la sua ragion d’essere. “Deathward, To The Womb” ruota attorno ai due opposti principi: la madre feconda e il principio distruttivo che sembra oggi prevalente. Musicalmente, tale dualismo si sbilancia verso il lato più noise e caotico, con un’attitudine “low-fi” che scaraventa l’ascoltatore in un black ambient nero come la pece ("Osiris, Slain & Risen"). Siamo immersi in un magma infernale in cui galleggiano scarti post-industrial alla S.P.K. ("She Is Flame of Life") e in cui emerge, a tratti, l'inquietante voce, distorta e cavernosa, di Trepaneringsritualen, memore di tutta la tradizione metal black-death svedese e della sua ben riconosibile iconografia.

“Deathward, To The Womb” è un lavoro “ritual” post-industrial aperto a contaminazioni post-black metal. Un ottimo esordio per un progetto che, pur fruibile a diversi livelli, non è mai sceso a compromessi e che dal 2012 non manca di dare positive conferme nelle prove successive, sia in studio, sia dal vivo.

(11/02/2017)

  • Tracklist
1. The Birth Of Babalon
2. Deathward, To The Womb
3. Osiris, Slain & Risen
4. She Is Flame Of Life
5. Sacrament & Crucifixion
6. All Hail The Black Flame
7. I Remember When I Was God
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