VeiveCura

Me+1

2017 (Rocketta) | alt-pop

La creatura del siculo Davide Iacono, VeiveCura, giunge a un più partecipato, meno criptico e più modaiolo “Me+1”, erede dell’errabondo, indeciso “Goodmorning Utopia” (2014). Di certo vi è maggior precisione nella ripartizione delle risorse, con i numeri strumentali - ancora una volta enfaticamente cosmici - ora raggrinziti a un minuto e rotti, e posti solo a inizio e fine del disco: “What We Were In Our Past Life” e “See You In The Next Life” (con un’esplosione shoegaze di tutto punto).

L’attenzione è dunque ora tutta per le canzoni. “Mirage” avrebbe fatto drizzare le orecchie agli U2 della controversa svolta elettronica, ma la strenua ricerca dell’hit coinvolge maggiormente quanto segue, “Kill Kids”, un reggae corale asfaltato dagli strati di produzione, e “Day Light”, con synth patetico e canto a mezza voce (per un attimo si pensa al meta-pop di Brian Eno, prima di cadere nella blasfemia). “Spark 90’s” e la superiore “Fire Doors” (non male, quasi un’espansione del Sufjan Stevens più elettronico), baricentro dell’album, e simbolo del suo sospetto eclettismo, adottano il metodo della doppia canzone in sequenza: dapprima uptempo con baldanza e poi sgonfiamento immalinconito. Qualcosa di più umano, perlomeno scevro dall’uso insistito dell’autotune per il canto, arriva verso la fine: la dance-gaze di “Cynic Cynic” che richiama la “Duel” dei Propaganda, l’inno marciante con sospensione minimalista di “Too Late”, il soul-pop di “Sleepwalkers”.

Esempio della macroscopica differenza che corre tra orchestrazione e assemblaggio ipertrofico di suoni, tra band e gruppetto di multistrumentisti (oltre a Iacono, Salvo Scucces e Salvo Puma, mentre solo batteria per Milo Isgrò). Molti sforzi che abusano senza ritegno di artifici di produzione, orpelli, prestiti e stilemi altrui, e un solo risultato, una grammatica semplicetta che alterna, e a volte mischia, euforia e malinconia, nel segno del post-pop (o più pop revival?) che riassume, per chi se li è persi - i c.d. “Millennial” - i generi alternativi nel varco tra fine 90 e inizi 2000. Stilisticamente poco oltre il palo. Qua e là sofisticato e gradevole: con un buon impianto hi-fi, fa un figurone.

(28/07/2017)

  • Tracklist
  1. What We Were In Our Past Life
  2. Mirage
  3. Kill Kids (Take Me Away)
  4. Day Light
  5. You Don’t
  6. Spark 90’s
  7. Fire Doors
  8. Bad Animals
  9. Cynic Cynic
  10. Too Late
  11. Sleepwalkers
  12. See You In The Next Life
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