War On Drugs

A Deeper Understanding

2017 (Atlantic) | roots-rock, heartland

Dopo aver ridato vita e luce alla sua band, conquistandoci tre anni fa attraverso l'incantevole "Lost In The Dream", Adam Granduciel torna in pista con il quarto Lp, e per la prima volta in carriera con il peso sulle spalle di un'attesa collettiva ben al di sopra delle sue abitudini. Di conseguenza, per assecondare la curiosità di una platea sempre più numerosa - come ben dimostrano i buoni risultati della passata tournée - il buon Adam ha ben pensato di mettere da parte la propria compostezza da leader di una formazione dai tratti di partenza tutt'altro che mainstream, affidandosi così a un'insolita e corposa promozione che ha visto ben tre singoli e due videoclip sganciati nel giro di poche settimane, fornendo quindi una corposa anticipazione del lotto.

"A Deeper Understanding" nasce innanzitutto dall'intento di proseguire quel delicato ed esaltante cammino in grado di riportare alla luce elementi rock del passato che fino a qualche anno fa credevamo in parte ormai desueti, insomma non ancora sintonizzati con il recente ripescaggio di sonorità e tendenze propriamente eighties. Già, perché a un primissimo impatto i War On Drugs portano senz'altro in dono la lucentezza melodica del divino Tom Petty, ma rigirata secondo gli umori cupi e melanconici con i quali Granduciel alimenta costantemente le proprie canzoni. Tuttavia, quest'ultimo è solo uno tra i tantissimi accostamenti "fattibili". Potremmo pescare a mano libera nel buon rock a stelle e strisce a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta (Springsteen su tutti), ma ciò implicherebbe non badare troppo alla sostanza e non entrare a fondo nella musica stessa dei War On Drugs. In realtà, molti di questi richiami, per quanto inizialmente credibili, cadono inesorabilmente sotto i colpi di effetti, tastiere, derive space-rock, fantasmagorici assoli e code estatiche capaci di spedirti ben al di là delle nuvole e di un banale rimando.

"A Deeper Understanding" è inoltre un album che non porta stravolgimenti, e non insegue le vibranti scie alt-rock del passato con le quali Granduciel e soci sono riusciti a conquistarsi la fiducia del pubblico, ma soprattutto della critica con plausi talvolta del tutto trasversali. Dunque, non sono previste mutazioni all'orizzonte. Adam "vaneggia" di meno. Il musicista abbandona i flussi psichedelici e si affida a una formula rock più composta, per l'occasione poco votata alla deriva space, parimenti atta a cullare e ammaliare l'ascoltatore avvalendosi di lunghe code strumentali. Prendono così quota momenti di assoluta beatitudine dai quali è davvero difficile non rimanere affascinati, oltremodo coinvolti. A tal riguardo, la sola "Strangest Thing" vale il prezzo del biglietto. I suoi sei minuti e mezzo sono puro candore; un'estasi profonda, un battito d'ali che trascina con sé smarrimento e disincanto:

I recognize every face
But I ain't got everything I need
If I'm just living in the space between
The beauty and the pain
It's the strangest thing.

Lo stesso dicasi dell'altra perla contenuta nel disco, "Thinking Of A Place", con i suoi vibranti assoli, le sue dolci pause: un'elegia notturna con l'armonica e il piano che illuminano dolcemente l'atmosfera. Una meraviglia.
Pur non cavalcando ritmicamente la stessa lunghezza d'onda palesata nel lavoro precedente, "A Deeper Understandng" regala ugualmente brani più incalzanti, come l'eccellente opener "Up All Night", nella quale l'alternanza tra chitarra e il consueto connubio piano/batteria continua a fare il suo sporco ed esaltante dovere.
Non mancano di certo momenti in cui Adam sembra viaggiare un po' troppo con l'autopilota lungo le polverose strade della heartland americana, vedi la più immediata "Holding On" e la fin troppo lunga "In Chains". Ma sono due episodi isolati, e in fin dei conti apprezzabili al netto di una certa pignoleria critica. Le cose funzionano egregiamente anche nella traccia più breve: "Knocked Down", fantastica ballata dal piglio bluesy con improvvisi squarci di chitarra e piano in delicato appoggio.

Tirando le somme, i War On Drugs sono tornati con un album complessivamente riuscito. "A Deeper Understandng" è un'opera che conserva la loro precisa caratterizzazione e che al contempo consolida un'evidente fedeltà a certi stilemi classici del rock americano formato classifica dei meravigliosi anni Ottanta; un'alchimia la cui ricetta non prevede insoliti ingredienti, bensì un'attenta mescolanza di elementi intramontabili e un'incredibile ispirazione melodica. La band non entusiasma pienamente come in passato, ma continua a regalare secchiate di pura magia.

(05/09/2017)

  • Tracklist
  1. Up All Night
  2. Pain
  3. Holding On
  4. Strangest Thing
  5. Knocked Down
  6. Nothing To Find
  7. Thinking of a Place
  8. In Chains
  9. Clean Living
  10. You Don't Have To Go
War On Drugs su OndaRock
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