Yuzo Koshiro

Streets Of Rage - Perfect Soundtrack (ristampa)

2017 (Wayo Records) | video game music, house, electro, downtempo

Yuzo Koshiro è universalmente riconosciuto come il più grande autore di musica per videogiochi della quarta generazione di console. Ha lavorato per più case produttrici, dalla Nec alla Nintendo, firmando colonne sonore storiche come “Ys” e “ActRaiser”. Quest’ultima è uno dei capolavori per il chip audio del Super Nintendo, con un sound orchestrale fino a quel momento inaudito, che permise la piena comprensione delle potenzialità della console a compositori come Nobuo Uematsu e Koji Kondo. 
Tuttavia, il marchio presso cui Koshiro ha dato il meglio di sé e per cui viene generalmente ricordato è Sega. Koshiro ha sviluppato le colonne sonore per alcuni dei giochi più iconici del glorioso Sega Mega Drive, portando il suo chip audio dove nessuno era mai stato prima. Fra i titoli storici “The Revenge Of Shinobi”, “The Story Of Thor”, e per l’appunto la trilogia di “Streets Of Rage”.

Il progetto nacque per necessità, quando la Sega non riuscì ad accaparrarsi una trasposizione su console di “Final Fight”, capolavoro da sala giochi sviluppato dalla Capcom nel 1989. La versione per Super Nintendo, benché mediocre, stava spopolando e non si poteva perdere tempo. Venne così approntato un gioco in quello stesso stile, il picchiaduro a scorrimento, che potesse raffinare la formula al punto tale da non apparire come un semplice clone. Il risultato fu “Streets Of Rage”, una delle saghe più celebri dell’epoca.
Per la colonna sonora venne chiamato Yuzo Koshiro, che stava velocemente emergendo come uno dei nomi di punta della scena (non a caso era uno dei pochi compositori la cui firma compariva nell’introduzione, spesso appena sotto l’insegna del titolo). 

Koshiro aveva già dato prova delle sua abilità di autore con “The Revenge Of Shinobi”, che vantava una manciata di brani divenuti classici istantanei del settore, pur con dei difettucci a livello di sound design (in particolare la batteria, che risultava leggermente ovattata). “The Revenge Of Shinobi” fu nei fatti uno dei primi grandi giochi per quella console, ma come accade spesso per i classici della prima ora, chi ci lavora non ha ancora piena padronanza del mezzo. Koshiro ne era consapevole, tanto da averlo dichiarato in diverse interviste (a dispetto del fatto che un collega del calibro di Matt Furniss l’abbia indicata come sua colonna sonora preferita). 
Per “Streets Of Rage” decise così di porre un’attenzione maniacale nella creazione di ogni singolo suono. La scelta dei quali fu frutto di un’attenta ricerca verso i favori del pubblico occidentale. Il Mega Drive aveva infatti sfondato in Europa e America, ma non era andato particolarmente bene in Giappone: il compositore sapeva quindi che la parte più grande del pubblico che avrebbe fruito quella musica non si trovava in patria.
Passò mesi a frequentare club di musica house e techno, all’epoca fenomeni che non avevano ancora colpito il mainstream in Giappone, e ad ascoltare gli ultimi sviluppi del pop elettronico e dell’hip-hop. 
“Streets Of Rage” uscì nell’agosto del 1991 in Giappone e un paio di mesi più tardi in Occidente, incontrando subito i favori di pubblico e critica. Salutato come il miglior gioco nel suo genere fino a quel momento, colpì in particolare per la colonna sonora.Koshiro la elaborò su un dispositivo della Nec, il Pc88, che aveva un comparto audio basato su chip Yamaha e sintesi Fm, quasi identico a quello del Mega Drive, su cui poi venne trasposta. 
Il risultato fu un mezzo miracolo: le sonorità di house, techno e hip-hop vennero ricreate con un comparto audio che fino a quel momento sembrava avere capacità di variazione piuttosto esigue. Un’operazione che di fatto aprì la strada a tutto ciò che si sarebbe ascoltato di diverso e inusuale sul Mega Drive da lì in poi, generando un catalogo di differenze timbriche e stilistiche impressionante. Insieme a “M.U.S.H.A.” di Toshiaki Sakoda, sul versante più hard-rock, quella di “Streets Of Rage” è stata la colonna sonora che rese evidente a tutti quanto si potesse davvero ottenere su quella console, nonostante i limiti.

Come tantissime colonne sonore per videogiochi di terza e quarta generazione, anche quella di “Streets Of Rage” è disseminata di citazioni tratte da ogni angolo della popular music. In un periodo in cui la legislazione riguardante la musica del settore era quasi inesistente, nessuno si faceva particolari scrupoli, così come del resto non si facevano scrupoli i primi musicisti hip-hop e house, che prima che le leggi arrivassero a mettere la mordacchia rubarono a destra e a manca. 
La precisazione è necessaria perché, per quanto Koshiro sia idolatrato nell’ambito, c’è una minoranza sparuta ma chiassosa che in base a queste citazioni lo accusa di essere un ladruncolo da quattro soldi. Koshiro è invece stato il primo ad aver dichiarato tutto, sin dalle prime interviste, e ha spesso invitato i suoi fan a scovare le fonti. E in fin dei conti, se quando lo fa Tarantino nei suoi film il tutto si trasforma magicamente da furto a postmodernismo, la cosa potrà ben valere per una forma artistica come la vecchia musica per videogiochi, che da sempre ha mirato ad avvicinarsi quanto più possibile alla realtà mediante i mezzi limitati degli hardware a disposizione.

Questa ristampa dell’etichetta francese Wayo Records, uscita verso lo scadere del 2017, è stata curata da Koshiro in persona e presenta la colonna sonora originale di “Streets Of Rage”, rimasterizzata ma fortunatamente non remixata. La qualità del suono è nettamente superiore a quella del cd uscito in Giappone nel 1991, e ascoltandola sembra davvero di avere un Mega Drive collegato allo stereo. 
In apertura c’è “The Street Of Rage”, il brano che nel videogioco faceva da sfondo alla presentazione, il simbolo di un’epoca. La batteria di “Sadeness” degli Enigma e il groove pianistico di “Get A Life” dei Soul II Soul si intersecano mentre malinconiche armonie di synth e bassi acidi compongono un capolavoro a metà fra house e downtempo. Il resto lo fa la grana sonora satura tipica del chip del Mega Drive. 
“Fighting In The Street” è invece dance da assalto con memorabili botta e risposta di sintetizzatore su un ritmo tutto piatti e rullante. Ciclicamente, un synth che imita un pianoforte elettrico attacca un refrain vicino a quello del classico house “Move Your Body”, di Marshall Jefferson. 
Le sirene che ricorrono in “Attack The Barbarian” citano probabilmente quelle all’inizio di “Can You Party” di Todd Terry, ma il brano viaggia su altri binari, con un sample vocale snervante e synth tanto saturi da far impallidire molta acid house. “Dilapidated Town” placa gli ardori, con un andamento funky tutto sincopi e organo elettrico in versione sintesi Fm.

“Moon Beach” è forse il momento più esaltante, con la sua house dal sapore tropicale, la miriade di melodie e contrappunti, le sincopi di basso e piano, le scariche di rullante che accumulano e liberano la tensione, la qualità dei bonghi in sottofondo (all’ascolto in cuffia appaiono indistinguibili da percussioni reali – incredibile pensare si tratti di sintesi Fm da una console a 16 bit). Se si dovesse spiegare in un solo colpo cosa rende Yuzo Koshiro un genio del suo campo, sarebbe probabilmente questo il brano su cui puntare.  
“Beatnik On The Ship” sembra “Mission: Impossible” spedita in un futuro robotico e temibile, mentre “Stealthy Steps” è un downtempo jazzato e trafitto da suoni laser. “Violent Breathing” torna in territori house, una corsa a perdifiato fra bassi discendenti e contrappunti di tastiere, all’opposto di “My Little Baby” e della sua struggente melodia al rallentatore (è usata durante i titoli di coda e fornisce un ottimo contraltare alla frenesia che si è respirata durante il gioco).

È chiaro alla fine dell’ascolto come “Streets Of Rage” sia da considerare a pieno titolo una pietra miliare della musica elettronica, di ogni tempo e genere. Primo, perché creare qualcosa di credibile con mezzi limitati sarà pure stata la filosofia di base del campo in esame, ma Koshiro l’ha elevata a stadi fino a quel momento impensabili. Secondo, per la profonda originalità del risultato: se è vero che la musica house esisteva già, non la si era mai sentita in maniera così piena – e con così tante variazioni stilistiche – in un videogioco che non facesse ricorso al cd. È un ibrido che mostra con fierezza di appartenere a un dispositivo con audio di fascia inferiore, ma che al tempo stesso riesce a vantare la complessità e la pienezza della house da club vera e propria. Anzi, in qualche tratto la supera pure.
Il cd è ordinabile direttamente presso il sito della Wayo Records, al seguente link.

(24/02/2018)

  • Tracklist
Colonna sonora originale: tracce 1-19.
Materiale bonus: tracce 20-23

  1. The Street Of Rage
  2. Player Select
  3. Fighting In The Street
  4. Attack The Barbarian
  5. Round Clear
  6. Dilapidated Town
  7. Moon Beach
  8. Keep The Groovin'
  9. Beatnik On The Ship
  10. Stealthy Steps
  11. Violent Breathing
  12. The Last Soul
  13. Big Boss
  14. You Became The Bad Guy!
  15. Me Little Baby
  16. Up & Up
  17. The Super Threc
  18. Name Entry
  19. Game Over
  20. S.O.R Super Mix
  21. Rave Dance In The City
  22. Skyscraper Night
  23. Quiet Insanity




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