Thirty Seconds To Mars

America

2018 (Interscope) | electropop, trap

I Thirty Seconds To Mars sono il progetto musicale dei fratelli Shannon e Jared Leto e rappresentano una delle parabole discendenti che più hanno deluso nell'ambiente rock alternativo americano negli ultimi 15 anni. Il loro debutto omonimo del 2002 mostrava del potenziale tramite un campionario d'influenze fra post-grunge, industrial-rock, stoner, emocore, elettronica cupa e pop-rock, strizzando l'occhio ad artisti come A Perfect Circle, Nine Inch Nails, Chevelle, Rush, Finch, Depeche Mode, Taproot e David Bowie. Le speranze riposte nel gruppo vennero però disattese nel 2005 con "A Beautiful Lie", che mostrava una decisa semplificazione del sound (ripulito delle soluzioni elettroniche e atmosferiche, con arrangiamenti più dozzinali) e molta derivazione dall'emo-pop più blando e insinceramente melodrammatico che imperversava all'epoca nelle classifiche.

Il processo di spersonalizzazione, banalizzazione e commercializzazione proseguì poi nel 2008 con "This Is War", e significativo fu anche il fatto che Jared Leto, che in precedenza aveva affermato di non voler sfruttare la sua fama di attore per promuovere la band, si mise invece a farlo. Un tentativo di spezzare la monotonia fu compiuto cinque anni dopo nel 2013 con "Love Lust Faith + Dreams", che cercava di introdurre maggiori spunti elettronici e rock, senza però staccarsi da una certa pomposità di fondo. Altri cinque anni separano quest'album dall'ultima uscita, intitolata "America" e pubblicata da Interscope dopo tanti anni sotto Virgin, non prima della defezione del chitarrista Tomo Milicevic. 

Il percordo della band a questo punto può ricordare quello fatto dai Linkin Park: partiti come gruppo nu-metal molto melodico, si sono poi spostati su un pop-rock a tinte emo, seguendo i trend commerciali del momento, per poi orientarsi su album infarciti di elettropop da classifica. "America", infatti, è un lavoro radiofonico che dall'inizio alla fine cavalca sonorità pop, enfatizzate tramite ritornelli da melodramma e soluzioni elettroniche purtroppo prive di spessore e rubacchiate tra la techno e la moda trap. Quel che è peggio è che gli arrangiamenti sono monocromatici e, dove non riciclano qualcuno, riciclano sé stessi. Il gruppo riesce nell'impresa di suonare anche più banale, prevedibile e derivativo che nei precedenti dischi.

Spiazzante è soprattutto la prova canora di Jared Leto, costruita con lo stampino tramite l'abuso di vocalismi e coretti emozionali ripetitivi. Il suo tentativo di suonare sofferto sbiadisce nella piattezza e nella noia, risultando così un'ombra di quanto mostrato in passato. Le basi elettroniche sono molto meno variegate di quanto promesso dal marketing promozionale del disco, non mostrando inoltre alcuna originalità. Insignificanti i due ospiti, il rapper A$AP Rocky e la popstar Halsey. Il lato migliore del disco è rappresentato dai testi, che pure non brillano per particolare profondità, ma offrono un barlume di intimismo e riflessione socio-politica. Ma è una magra consolazione.

"America" è il disco peggiore e meno personale mai pubblicato dai Thirty Seconds To Mars. A chi fosse interessato a scoprirli si consiglia piuttosto di provare l'omonimo esordio, nella speranza rientri nei gusti dell'ascoltatore, e scartare tutto il resto.

(15/05/2018)



  • Tracklist
  1. Walk On Water
  2. Dangerous Night
  3. Rescue Me
  4. One Track Mind (feat. A$AP Rocky)
  5. Monolith
  6. Love Is Madness (feat. Halsey)
  7. Great Wide Open
  8. Hail To The Victor
  9. Dawn Will Rise
  10. Live Like A Dream
  11. Rider
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