Accauno

Scatti rapidi

2018 (Autoprodotto) | rock-progressive

Gli Accauno sono un terzetto di Milano, Andrea Tosini voce, autore dei testi, e chitarre, Mattia Paneroni al basso e Beppe Pianese alla batteria. “Scatti Rapidi” è il loro terzo album ma il primo con il nuovo bassista in formazione, disco autoprodotto che alla classica formazione chitarra/voce, basso e batteria aggiunge, in alcuni brani, il contributo dei synth di Luca Tosini, figlio del primo. L’impostazione del gruppo è quella del power-trio, dal tiro ed esecuzioni potenti, ambiziose, senza che venga risparmiato nulla nella profusione di arrangiamenti e abilità esecutive. Nelle note di copertina, nelle quali risalta la dovizia di particolari nella descrizione della strumentazione utilizzata, vezzo da autentici Riccardoni doc, i nostri risparmiano la fatica agli ascoltatori (e al recensore) di cercare somiglianze e ispirazioni, elencando e ringraziando nelle note del libretto, tra i vari, Steven Wilson, i Police e il progressive in generale. Tali ispirazioni in realtà si fondono ad altre, creando una musica non proprio, o almeno non sempre, assimilabile al progressive tout-court, ma nemmeno alla new wave o al crossover anni 90, ad esempio grazie al basso che arricchisce di venature black diversi brani, e a uno stile batteristico più prettamente rockettaro, creando così un ibrido abbastanza originale. Non è un caso, infatti, che una band citata volontariamente in due brani, “Fotografia” e “Una visione distopica”, siano i King Crimson, il gruppo progressive più wave in assoluto.

“Fotografia”, si diceva, è una minisuite che apre infatti alla grande l’album con un incipit trionfale debitore di “Red”, al quale segue la parte cantata, dalla melodia di sicura presa, e una serie di intermezzi e variazioni melodiche e ritmiche riempite con assoli di chitarra e basso, e una progressione finale prog potente, piena, un crescendo che coinvolge tutti gli strumenti, arricchita da dei virtuosismi di basso che non dimenticano mai di seguire una linea melodica ben delineata, caratteristica che si ripeterà nel corso dell’album dato che, spesso, Tosini e Paneroni si alterneranno negli assoli. Un brano completo di tutte le potenzialità della band.
Altri brani degni di nota sono la già citata “Una visione distopica”, un’altra mini-suite, con intro crimsoniano, riff e voce aggressiva, strati di chitarre effettate generosamente, a cui segue una parte languida jazz-prog moderna. Nei brani guidati dalla chitarra distorta si sente l’ispirazione wilsoniana, scevra della variante psichedelica, anche se la chitarra spesso tocca sonorità frippiane negli assoli, e tipicamente wave o pop anni 80 negli arpeggi, con abbondanza di chorus, delay e riverberi assortiti, mentre la batteria nella maggior parte dei casi pesta energicamente mantenendo alta la tensione di ogni brano.

Gli Accauno non disdegnano incursioni in altri generi, come nell’hard-rock muscolare in “Di terra” (con assolo di chitarra coatto ma misurato), una curiosa parentesi country-blues in “Memento”, o nella malinconica ballata “Un giorno ancora”, che sembra uscita dalla penna di Mike Rutherford nella seconda metà degli anni 70. Gli arrangiamenti dei brani vengono sovente arricchiti da un’elettronica capace di donare un tocco futurista, in accompagnamento ai testi e alla chitarra ipereffettata di Tosini, in brani come “No Comfort Zone”, forse il pezzo più pop del disco, e nella minisuite venata di psichedelia “Il manuale intergalattico”, altra vetta dell’album.
In chiusura uno strumentale, “Infezioni rapide”, cavalcata hard-prog guidata da una batteria dal suono grunge e impreziosita dai solo di basso del Paneroni e da una chitarra solista qui di stampo prettamente floydiano, o forse meglio dire wilsoniano.

In definitiva, un album ambizioso e ottimamente registrato, tenendo conto che stiamo parlando di un’autoproduzione, tendenzialmente retrò anche per questi ultimi aspetti solo parzialmente extra-musicali, in un periodo ormai troppo lungo durante il quale l’understatement del fai-da-te e l’intimismo della scena pop-rock spingono troppo verso il basso le pretese e gli sforzi sia di chi suona che di chi ascolta.

(08/02/2018)

  • Tracklist
  1. Fotografia
  2. Linea d’aria
  3. Una visione distopica
  4. Di Terra
  5. Memento
  6. No comfort zone
  7. Un giorno ancora
  8. Il Manuale Galattico
  9. Infezioni rapide
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