Aces

When My Heart Felt Volcanic

2018 (Red Bull) | pop

Ci sono dischi che al di là del loro effettivo valore diventano specchio dei tempi: l’esordio delle Aces è senza dubbio uno di questi. Il clamore suscitato da “When My Heart Felt Volcanic” è infatti sorprendente, fuori misura rispetto alle qualità intrinseche della pur gradevole proposta.

Le quattro ragazze dello Utah hanno talento e simpatia da vendere, alcune canzoni hanno il pregio di spiccare il volo, come la ruffiana “Just Like That”, le sensuali e briose “Lovin’ Is Bible” e “Bad Love”, ma soprattutto l’energica “Stuck” (il brano migliore dell’album), che insieme all’iniziale “Volcanic Love” detta le coordinate del progetto. Nonostante tutto, la sola determinazione non è sufficiente per cancellare le ombre ingombranti di band come Haim e Paramore, le quali hanno precedentemente solcato gli stessi percorsi con maggiore efficacia.

Non è che i confini dell’indie-pop permettano molte digressioni, e lasciano pertanto numerose band in balia di un facile citazionismo, trascinando le buone intenzioni verso l’anonimato. In questo caso l’eccessiva pulizia del suono e la ripetitività della formula non giova alle quattro ragazze: quello che manca in “When My Heart Felt Volcanic” è quello spirito avventuriero e naif che ha permesso in passato a gruppi (non so perché ma penso alle Go Go’s e agli Haircut One Hundred) di realizzare dei pregevoli one-off-album, forse imperfetti ma vigorosi e rinfrescanti come una doccia in pieno agosto.

Le Aces alla fine pagano lo scotto di essere figlie dei tempi correnti. Anche per il pop la vita on the road è un elemento essenziale per poter mettere a punto stile e personalità, le tredici canzoni delle quattro ragazze invece sembrano frutto di un’intelligente elaborazione fatta a tavolino, con tanto di brano lento (“Hurricane”) pronto a strappare un sorriso di compiacimento e una veste sonora fin troppo calibrata e rifinita.
La storia delle quattro ragazze americane è a questo punto emblematica: il talento non manca ma l’ingranaggio produttivo è lo stesso che riduce tutte le ambizioni giovanili a puro prodotto. Al di là di quattro o cinque canzoni obiettivamente inutili e superflue, l’album delle Aces è in fin dei conti gradevole, ma l’aridità e la tristezza che si cela dietro quest’apparente allegria sono segnali da non sottovalutare.

(14/05/2018)



  • Tracklist
  1. Volcanic Love
  2. Stuck
  3. Fake Nice
  4. Lovin' Is Bible
  5. Just Like That
  6. Last One
  7. Strong Enough
  8. Holiday
  9. Stay
  10. Bad Love
  11. Put It On The Line
  12. Hurricane
  13. Waiting For You




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