Advance Base

Animal Companionship

2018 (Run For Cover) | songwriter, alt-pop, folk

Quest’estate abbiamo perso il gatto. Bambini in lacrime, ricerche affannose, false piste. E poi, all’improvviso, il lieto fine. È stucchevole che il fatto di ritrovare un gatto possa diventare il simbolo di qualcosa di più, del desiderio che nessuno della propria famiglia possa andare perduto? Owen Ashworth risponderebbe senz’altro di no. “Animal Companionship”, la sua terza fatica a nome Advance Base, parla proprio di questo: relazioni con animali domestici che dicono molto della nostra essenza di uomini. Probabilmente, perdonerebbe anche la licenza autobiografica iniziale… un po’ di anni fa, lui stesso aveva dedicato una canzone allo smarrimento di un gatto (si intitolava “Our Cat”, per la cronaca). E anche in quel caso, alla fine, il gatto ritornava a casa.

“Quando cerchi di spiegare il rapporto che hai con un animale domestico, sembra una cosa da pazzi. Tutti tendiamo ad antropomorfizzare gli animali che amiamo, a parlare con loro come se fossero figli, fratelli, persino coniugi”, spiega l’ex-Casiotone For The Painfully Alone. “Ho scritto queste canzoni per aiutarmi a capire che cosa significano gli animali domestici per i loro padroni, in che modo quelle relazioni animali possono influenzare le nostre relazioni umane e viceversa”.
Così, il nome dato a un cane può essere la chiave per custodire la memoria, per impedire alla verità di un amore di soccombere alla legge della morte, alla legge del tempo. Il beat solenne di “True Love Death Dream” lo sancisce su un tappeto sgranato di tastiere, avvicinandosi più che mai alle atmosfere dei tempi di “Etiquette”. Oppure, un cane può essere la parte migliore che resta di un amore finito, come tra le punteggiature di piano elettrico intorno a cui si dipana l’ironia malinconica di “Your Dog” (con tanto di abbaio finale).

Il tono colloquiale, il gusto per i dettagli, la narrazione concisa fanno di “Animal Companionship” una perfetta raccolta di racconti brevi: storie che prendono vita come le pagine migliori di John Darnielle, scorrendo sullo sfondo desolato dei paesaggi dell’Indiana, dove le luci di una raffineria si riflettono nella notte come decorazioni natalizie di una terra da incubo (“Christmas In Nightmare City”).
A differenza dell’approccio casalingo del precedente “Nephew In The Wild”, il nuovo disco ha preso forma a Los Angeles in uno studio di registrazione vero e proprio, nell’arco di tempo più concentrato di un paio di settimane e con il decisivo contributo dello storico collaboratore Jason Quever: “Jason è stato capace di far suonare le mie idee in maniera molto più ricca e più chiara di quanto sarei stato capace da solo”, confessa Ashworth.

Lo testimonia l’irresistibile cover al rallentatore di “You & Me & The Moon” dei Magnetic Fields posta al cuore della scaletta: pop song ideale in versione tascabile, sfarfallio di madreperla che esalta più che mai la vocazione melodica di Stephin Merritt. Il torpore notturno che avvolge “Dolores & Kimberly”, invece, sembra venire direttamente dallo Springsteen di “Tunnel Of Love”, tratteggiando le cicatrici di una separazione al fianco della lap steel di Howard Draper. Il taglio è quello minimalista di sempre, ma con un respiro capace di porre “Animal Companionship” al vertice della discografia targata Advance Base.
Tra carillon strumentali (“Walt’s Fantasy”) e delicate elegie eelsiane a base di ansie da gravidanza (“Same Dream”), in “Care” spunta una batteria vera e propria a scandire il passo di una ballata alla maniera di David Bazan. C’è un incendio da cui salvare i propri cari, c’è la morte di un amico da piangere. C’è la scoperta della propria forza (“That’s when I knew/ That I could take care of you”) e della propria fragilità (“That’s when I could see/ The way you take care of me”). Della necessità di prendersi cura gli uni degli altri. Magari partendo da un animale domestico, ma con un desiderio che ha sempre come orizzonte il mondo intero.

Ecco perché non c’è niente di patetico, sulle note dell’epilogo di “Answering Machine”, nell’arrivare a chiamare la segreteria telefonica solo per fare compagnia al cane rimasto da solo a casa. Perché siamo estranei, arrabbiati, soli. Almeno fino a quando non riusciamo a ritrovare, in qualche angolo nascosto dentro di noi, la vera stoffa di cui siamo fatti. La nostra natura di compagnevoli animali.

(01/01/2019)

  • Tracklist
  1. True Love Death Dream
  2. Dolores & Kimberly
  3. Your Dog
  4. Christmas In Nightmare City
  5. You & Me & The Moon
  6. Walt's Fantasy
  7. Rabbits
  8. Same Dream
  9. Care
  10. Answering Machine




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