Aisha Devi

DNA Feelings

2018 (Houndstooth) | elettronica

Tra i tanti aspetti per i quali la musica di Aisha Devi può affascinare, uno è certamente il più interessante: la disposizione spaziale dei suoni. In "DNA Feelings" gli elementi sonici fanno irruzione nello spazio digitale in modo secco e deciso (siano o no pulsazioni), dopodiché assistiamo al loro decadimento: i suoni precipitano all'interno della composizione e se ne vanno dilatandosi in una scia rarefatta. 

Spazio, spazializzazione e addomesticamento sono infatti elementi-chiave nelle composizioni di Aisha Devi. La cantante crea ambienti rigorosamente ordinati, organizzati in modo da creare contrasti: tra suoni continui e discontinui (che danno l'impressione di seguire il medesimo itinerario, cominciato nel punto certo in cui hanno origine e terminato in un luogo remoto, incerto, dentro il quale scompaiono lentamente), organici e sintetici, tra la loro presenza e la loro assenza.

"DNA Feelings" è sensuale, aspetto che raramente nella musica può lasciare indifferenti; di una sensualità, peraltro, che è indissociabile da una certa spiritualità. La tecnologia digitale consente di creare uno scarto tra i suoni prodotti e l'oggetto responsabile della loro produzione, generando di per sé un'impressione di astrattezza. Ci sono compositori capaci di enfatizzare e valorizzare le qualità sospese del suono digitale; Aisha Devi è chiaramente tra questi: la sua musica è incorporea, i suoni sfuggono a causa della loro inconsistenza, levitano nell'etere, compaiono come corpi leggeri e compatti per poi svanire lentamente per mezzo del riverbero.

Ed è qui che si arriva al punto: i gesti alchemici, i suoni elusivi e i numerosi effetti con cui la cantante deforma e disumanizza la propria voce sembrano essere motivati da più di un semplice intento estetizzante. Queste scelte estetico-formali, infatti, chiarificano e assolutizzano la relazione tra la tecnologia e la spiritualità: i suoni sintetici dell'album e la voce trasformata di Aisha appaiono come spiriti artificiali, slegati dal corpo che li ha prodotti.
A cominciare dal brano "Aetherave", la sensualità delle tracce si macchia di paranoia - la stessa, si potrebbe pensare, che per mezzo della tecnologia ha iniziato a contaminare la nostra esistenza. I brani ("Hyperlands", "Ineer State Of Alchemy", "Light Luxury" e "Genesis Of Ohm") cominciano a familiarizzare con ritmiche più pronunciate, mentre lo spazio sonico diventa più denso e compatto: le distanze tra gli elementi sonori si accorciano.

Aisha chiude poi l'album nella trascendenza più totale. In "Time Is The Illusion Of Solidity" e "Cell Stems Spa" la cantante si affida al bordone per creare un continuum sonoro, liberando i brani di quell'unico aspetto che poteva legare le sue composizioni alla realtà fisica degli oggetti: la discontinuità, che permette di separare un corpo dall'altro.
"DNA Feelings" sembra così un viaggio verso il divino, l'assoluto, il metafisico, l'astratto, l'indeterminato, o, insomma, verso qualunque cosa ci permetta di fare esperienza della "resa", dell'abbandono spirituale.

(24/05/2018)

  • Tracklist
  1. DNA ☤ ∞
  2. Dislocation Of The Alpha 
  3. Intentional Dreams
  4. Aetherave
  5. Hyperlands
  6. Inner State Of Alchemy
  7. Light Luxury
  8. Genesis Of Ohm
  9. Time (Tool)
  10. Time Is The Illusion Of Solidity 
  11. Cell Stems Spa
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