Alfa 9

My Sweet Movida

2018 (Blow Up) | country, jangle-pop

Per la band di Newcastle “My Sweet Movida” è il terzo album in dodici anni di attività, un nuovo capitolo destinato a sciogliere i dubbi messi in campo dalle tentazioni più pop del precedente “Gone To Ground”. Le coordinate di riferimento restano i Byrds, i Beatles, i Pretty Things e i primi Pink Floyd, ma anche le glorie del Paisley Underground (Long Ryders in particolare) o gli aggiornamenti stilistici di band come i Church, i Coral o i Cosmic Rough Rider.

Con una copertina che evoca gli aridi paesaggi americani, resta ben poco spazio per l’immaginazione. Forse lo stesso termine pop psichedelico affievolirà le aspettative, ma per gli Alfa 9 lo scopo primario non è quello di stupire, quanto di confortare l’ascoltatore con una scrittura solida e ispirata, che renda omaggio alle dichiarate influenze senza far storcere il naso. Ad esser sinceri, “My Sweet Movida” è l’album più convincente della formazione inglese, la formula più calibrata tra la psichedelia più grezza di “Then We Begin” e il jangle-pop di “Gone To Ground” si veste di sonorità più curate e policrome, anche se sono sfumature quelle che differenziano le undici tracce.

Il trascinante jangle-pop alla Byrds di “Different Corner” e “When I Think Of You” cattura lo spirito dei tempi passati con brio e rinfrescanti progressioni armoniche, ma spetta al delizioso spaghetti western à-la Morricone della misteriosa “Movida” e della più atipica “Darkest Sea” sconfiggere la prevedibilità della formula.
Le citazioni degli anni 60 e 70 sono tante, tra sonorità wah wah che fanno la loro bella comparsa in “Smile Dog”, refrain chamber-pop che infondono un fluido romanticismo in “Cinema Of Thunder” e variazioni pop-psych che evocano i primissimi Pink Floyd nella più elaborata “Coincidence Flies”.

Il nuovo Alfa 9 conferma ancora una volta l’esistenza di un filo comune tra Inghilterra e America, rinnova le grazie del citazionismo degli Shack ("When The Lights Go Out”) e dei già citati Coral (“Rise”) evitando le secche della nostalgia grazie a una scrittura compatta.
La band inglese concentra tutto sulla scrittura, prediligendo la grazia dei Teenage Fanclub alla grinta dei Long Ryders. Anche i testi hanno una profondità più convincente, trovando il definitivo sigillo nei sette minuti della conclusiva “Fly”, che per un attimo cita il fascino avvolgente dei Manassas, convalidando la piacevole sensazione di autentica ammirazione per un sound che sembra non aver ancora esaurito il suo potenziale creativo.

(23/05/2018)



  • Tracklist
  1. Smile Dog
  2. Movida
  3. Different Corner
  4. Rise
  5. When The Lights Go Out
  6. Cinema Of Thunder
  7. Darkest Sea
  8. When I Think Of You
  9. Coincidence Flies
  10. Do It Again
  11. Fly






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