Anna St. Louis

If Only There Was A River

2018 (Woodsist) | folk, country

Una cassetta in edizione limitata e un nugolo di canzoni avevano già avvertito i cultori del folk che una nuova stella stava per aggiungersi al firmamento della musica americana. Una stella non abbagliante, tuttavia pronta a spargere un leggero e avvolgente chiarore. “If Only There Was A River” di Anna St. Louis è un esordio folgorante, un album che conferma le attese e allo stesso tempo cattura lo spirito dell’America con una naturalezza lirica impressionante.

Prodotto da Kevin Morby e da Kyle Thomas dei King Tuff, il disco della cantautrice di Kansas City non profuma di eleganti stanze metropolitane dove intellettuali annoiati si trastullano con accordi di chitarra acustica alla Joni Mitchell: qui si respira quel profumo di terra e vento che ha ispirato Karen Dalton e Gillian Welch.
Nelle canzoni di “If Only There Was A River”, più che la malinconia di molte folksinger annoiate, c’è l’oscurità solitaria di Bonnie Prince Billy; la voce non è perfetta o emotivamente disperata, ma ogni nota ogni parola ha un fascino palpabile, autentico, che non svanisce dopo pochi ascolti, e ogni brano è come un appunto di viaggio che ha la grazia del racconto e il fascino istantaneo di una fotografia.

Se qualcuno ve lo segnalerà come l’album folk più bello dell’anno, dategli ascolto: dietro quel cantato apparentemente distaccato e quegli accordi chitarristici degni di Fahey (“Water”, “Daisy”, “Paradise”) si nasconde il talento di un’autrice capace nel mettere sullo stesso piano profondità e leggerezza (“Understand”, “Mean Love”), abile nel comprendere l’essenza del blues senza indugiare su poche note strascicate e sofferte (“The Bells”, “Freedom”), o di addobbare con brevi accenni strumentali una canzone, rendendola sontuosa ed epica (“Desert”), in questo emulando il grande Townes Van Zandt (“Hello”).

L’album di Anna St. Louis non è un disco dirompente, anzi spesso suona riflessivo e crepuscolare. Le canzoni sono ricche di chiaroscuri e sfumature di grigio, ma mai oscure. “If Only There Was A River” è uno sguardo romantico e sincero che necessità però di più ascolti prima di essere apprezzato in pieno. Questa è una musica priva di trucchi o effetti.  Anna St. Louis non canta di eroi e donne impavide. E sono le debolezze e le incertezze dell’animo umano il canovaccio di un disco che ripristina il significato più autentico del termine cantautore, con una serie di canzoni schiette e autentiche che non meritano l’oblio e la superficialità dei tempi moderni.

(09/01/2019)



  • Tracklist
  1. Water
  2. Understand
  3. The Bells
  4. Paradise
  5. Daisy
  6. Desert
  7. Hello
  8. Freedom
  9. Mean Love
  10. Wind
  11. If Only There Was A River




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