Anne Guthrie

Brass Orchids

2018 (Students Of Decay) | sound art, elettroacustica

Vale la pena di trovare un tempo e un luogo adatti a farsi pazientemente strada nell'immaginario di Anne Guthrie: una sound artist che si rivela incline tanto alla ricerca di una flebile armonia tra sorgenti acustiche naturali e strumentali (“Perhaps A Favorable Organic Moment”, “Codiaeum Variegatum”) quanto alla creazione di inquieti e nebbiosi paesaggi artificiali, compositi agglomerati di stralci preservati da una mente che cancella, ma non smette di rielaborare ciò che faticosamente trattiene.

In “Brass Orchids”, seconda pubblicazione per la preziosa label indipendente Students Of Decay, ombre e forme distorte affiorano da un'oscurità umida e impenetrabile, a lungo percorsa da ronzii e clangori da sala macchine industriale. La nostra percezione sensoriale, stimolata confusamente dagli echi di questo corridoio sotterraneo, incontra elementi musicali non sempre identificabili, assai lontani dalla compiutezza di una melodia, per quanto sfuggente (negli estratti selezionati trovano spazio anche vecchie registrazioni del pianista jazz che fu il nonno di Anne).
E non appena si ha l'illusione di cominciare a orientarsi in questo dedalo di alterità mnemonica, ecco che invece sopraggiunge uno schermo nero digitale corroso da potenti distorsioni noise, toni di synth inumani e spasmi ritmici sottocutanei. “Spider” rimette in prospettiva quello che ora appare come l'enigmatico preludio a un incubo del tutto presente e tangibile, parte elusa ma non rimossa di un subconscio nel quale si annida il terrore di una morte inconoscibile.

Il gelido e straziato epicentro del viaggio è raggiunto e da ultimo lasciato alle spalle, e la riemersione in superficie è guidata dal suono pieno e vigoroso del corno francese (“Glass”): ma anche la sua integrità si rivela corrotta, infettata dagli agenti disgreganti di quel minaccioso nucleo, generato dallo stesso oblio immateriale al quale stiamo ciecamente affidando il nostro vissuto.
Coloro ai quali è concesso di spaziare spontaneamente in questi meandri, senza cercare significati possibili ma non ricercati in origine, potranno godere in misura ancor maggiore dell'ammirevole capacità di Anne Guthrie di plasmare con tale efficacia la radice sonora di quella che avvertiamo come una visione molto più profonda e perturbante.

(06/04/2018)

  • Tracklist
  1. Bellona
  2. Serious Water
  3. Red Wolf
  4. Spider
  5. Glass
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