AnnenMayKantereit

Schlagschatten

2018 (Vertigo) | alt-rock

Dopo la precedente e riuscitissima prova “Alles Nix Konkretes” del 2016 (da considerarsi di fatto il loro album d’esordio), non era ben chiaro che stessero facendo gli AnnenMayKantereit, enfant prodige della scena tedesca più recente, a parte mille comparsate su YouTube tra varie cover e persino un brano in italiano (“Non c’è maggio”) suonato nel deserto della California con esiti ai limiti del comico involontario (?). Ci si poteva quindi ben chiedere se la band già si trovasse allo sbando. E il timore di un calo creativo, come se col primo album avesse già detto tutto, era ben giustificato.

Sì, perché “Alles Nix Konkretes” era veramente a suo modo un capolavoro, un ritratto alt-rock delle mille disperazioni quotidiane di una generazione depressa e smarrita, scritto e suonato benissimo da questo gruppetto di giovani di Colonia con un’immediatezza espressiva da manuale. Che avrebbero fatto dunque ancora gli AnnenMayKantereit? Un drastico cambiamento di rotta o il proseguimento di un discorso che forse poteva sembrare, cronologicamente, ormai vecchio? In entrambi i casi, un rischio, e, dei due, il maggiore, il secondo: rimanere ai livelli di grazia creativa di “Alles Nix Konkretes”, suonando ancora altrettanto autentici, ispirati, e non ripetitivi, poteva essere un’impresa veramente difficile.

La risposta sta forse nel mezzo. Gli AnnenMayKantereit si collocano ancora nella scia del loro primo lavoro, cercando però di aprirsi a nuovi orizzonti. Vale assolutamente la pena di soffermarsi su “Ich Gehe Heut Nicht Mehr Tanzen”, brano perfettamente centrato che sposa un ballabile trascinante (ah, quel basso!) col profondo senso di vuoto esistenziale di una maturità rifuggita (anche se la versione live più essenziale del video promozionale è migliore). La traccia che più stupisce è però “Hinter Klugen Sätzen”: una melodia molto semplice e non originalissima, eppure sorretta da virtuosismi pianistici che ne fanno un brano complesso, solenne, armonicamente inquieto, profondamente distonico, con melodia e accordi che si cercano reciprocamente senza mai volersi realmente incontrare. È la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, delle doti strumentali del gruppo, e in questo caso del suo vocalist Henning May. Un posto in pole position tra i brani migliori lo merita anche la maestosa apertura, affidata alla malinconica “Marie”.

Alla fine, i brani che funzionano non mancano, anche se l’impressione è, come spesso accade, che il gruppo stia cominciando a farsi aiutare dalla professionalità laddove l’ispirazione più pura rischia di perdersi. Il che tutto sommato, mettiamola così, va a loro merito come indice di una certa precoce maturità e di una voglia di non replicarsi. Tra gli episodi più significativi in tal senso, ricordiamo almeno “Sieben Jahre”, “Jenny Jenny” (con un testo ricercato e surreale), “Du Bist Anders” (doppie voci e pure sillabazioni), e “Weiße Wand”, il brano, forse, che insieme a “Hinter Klugen Sätzen” più di ogni altro suona frutto di un’astratta elaborazione e di un ripensamento intellettuale. Ancora, l’incursione Strokes di “Freitagabend”, nonostante la ripresa di modelli altri, suona come un omaggio al gruppo che fu: un testo impressionistico nel descrivere con un paio di pennellate realistiche un nuovo tratto del vuoto mondo giovanile quotidiano e un’esecuzione strumentale immediata, d’assalto, senza orpelli, magnificamente in presa diretta.

Nel loro caso specifico, la domanda è se i passi avanti non siano artisticamente dei passi indietro, dovuti all’impossibilità di replicare ciò che era nato già compiuto. In ogni caso, una promozione per l’opera seconda di questo gruppo sembra dovuta. Se non altro perché è riuscito a trasportare in modo impassibile la propria depressione teutonica fin dentro la terra iberica dove l’album è stato registrato.

(19/12/2018)

  • Tracklist
  1. Marie
  2. Nur Wegen Dir
  3. In Meinem Bett
  4. Ich Geh Heut Nicht Mehr Tanzen
  5. Freitagabend
  6. Weiße Wand
  7. Hinter Klugen Sätzen
  8. Sieben Jahre
  9. Jenny Jenny
  10. Alle Fragen
  11. Du Bist Anders
  12. Schon Krass
  13. Vielleicht Vielleicht
  14. Schlagschatten
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