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1978. Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano! (40th anniversary edition)

2018 (Warner) | avant-jazz-rock

Per celebrarne il quarantesimo anniversario, Warner Music Italia ristampa “1978. Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano!”, l’ultimo disco realizzato dagli Area con l’indimenticato Demetrio Stratos, quello nel quale la sua figura divenne ancor più centrale, apparendo per la prima volta come autore. L’abbandono del chitarrista Paolo Tofani, non più in linea con l’immagine politicizzata del gruppo e intenzionato a puntare maggiormente su un discorso di ricerca musicale, e del paroliere Gianni Sassi, titolare della Cramps, per la quale il gruppo per la prima volta non incise, passando alla Ascolto di Caterina Caselli, rendono “Gli dei” un disco spartiacque. Fu anche il loro lavoro che più di ogni altro divise pubblico e critica, nonché quello che chiuse definitivamente un’epoca, in corrispondenza del decennale del ’68, ricorrenza dalla quale partì l’idea di realizzare un concept sulla fine dei sogni che caratterizzarono quegli anni.

Disillusione tradotta in musica attraverso un'illuminata fusione fra il jazz-rock dei Weather Report e le forti influenze di matrice mediterranea disseminate ovunque: programmatica in tal senso l’energica apertura affidata all’accoppiata “Il bandito del deserto”/“Interno con figure e luci”. Ma è ogni brano a mettere in evidenza le straordinarie qualità dei musicisti coinvolti (oltre a Stratos ci sono Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi e Giulio Capiozzo), con la vocalità di Demetrio in grado di donare il determinante valore aggiunto al progetto complessivo: gli inimitabili apici vengono raggiunti sulle note di una “Return From Workuta” che pare concepita da Nusrat Fateh Ali Khan, e di una “Acrostico in memoria di Laio”, vero pezzo di bravura nel quale il cantante si lancia in un recitato teatrale muovendosi su molteplici registri.

C’è meno avanguardismo, meno sperimentazione rispetto al passato (del resto il vero motore in tal senso era Tofani) e il minutaggio medio delle tracce viene ridotto in favore di una fruizione potenzialmente più “radiofonica”, pur restando i brani tutt’altro che “POPular”. Grazie al processo di rimasterizzazione digitale, “1978” riprende corpo e vita, riconquista brillantezza, supera agilmente il gap tecnologico di quattro decadi, per risplendere con rinnovata energia e cercare di far breccia non solo fra i fan nostalgici, ma anche fra le generazioni più giovani.

Parafrasando le sentite parole usate da Fariselli nelle note scritte per il book che accompagna questa ristampa, di lì a poco non se ne sarebbero andati soltanto “gli dei”, portandosi dietro una stagione di ideologie e passione politica. Se ne sarebbe andato per sempre anche Demetrio, e con lui sarebbero svanite le illusioni di un’intera generazione che aveva creduto di potercela fare, convinta che la società avrebbe colto quelle istanze egalitarie nelle quali la musica e la cultura avrebbero brillato libere da banalità e miserie mercantili. Tenerissime utopie. Nel frattempo, oltre la Manica e al di là dell’Atlantico, il punk stava già spazzando tutto via. Noi, come spesso accade, arrivammo con qualche anno di ritardo...

(22/12/2018)

  • Tracklist
  1. Il bandito del deserto
  2. Interno con figure e luci
  3. Return From Workuta
  4. Guardati dal mese vicino all'aprile!
  5. Hommage à Violette Noizières
  6. Ici on dance!
  7. Acrostico in memoria di Lario
  8. "FFF" (Festa, Farina e Forca)
  9. Vodka Cola
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