Attilio Novellino

A Conscious Effort

2018 (Midira) | ambient/drone

È un momento decisivo anche per il giovane sound artist catanzarese Attilio Novellino, tra gli otto autori afferenti all’Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS) e quest’anno già co-firmatario dell’intenso debutto a nome Luton con Roberto P. Siguera. “A Conscious Effort” è il suo primo album licenziato da Midira Records, pregevole etichetta d’area ambient/drone dal cui catalogo sono passate figure di culto come Aidan Baker, Thisquietarmy e più di recente Zenjungle.

Prodotto in edizione limitata di sole 100 copie in vinile trasparente, non vi è alcun dubbio che si tratti di un notevole traguardo espressivo, dove da rodato compositore d’atmosfera Novellino assume il ruolo di mastermind per armonizzare tra loro le identità sonore di alcuni ospiti internazionali (del settore e non), sui contributi dei quali sono imperniate diverse tracce dell’album.
Pur dovendo pagare il giusto tributo al Tim Hecker degli anni Duemila – ma chi ne è esentato? – il talento nostrano dimostra infatti un gusto tanto raffinato quanto eclettico nel disporre “A Conscious Effort” in un orizzonte che abbraccia l’elettronica sperimentale, la neoclassica e finanche il drone-metal.

L’ingresso in sordina “Conceptual Experience Of The Body”, quieto ribollire di glitch, si avvale ben presto del violoncello di Alexandr Vatagin (padrone di casa Valeot, prima editrice di Attilio) e degli arricchimenti di Daniel Mackenzie e Maxime “Witxes” Vavasseur, tra i best kept secret della fiorente scena ambient. Tra i comprimari d’oltreoceano vanno poi citati il chitarrista Shane Parish (“Pure”), un terzo dei math-rocker oltranzisti Ahleuchatistas, e il percussionista newyorkese Tim Barnes (“False Self Cage”), sin da inizio millennio un nome ricorrente in progetti d’avanguardia e improvvisazione radicale a tutto campo, nonché la chitarra cosmica di Ken Camden, rivelazione di casa Kranky che pervade il pre-finale “You Falling”.
Non mancano però efficaci affondi da parte di musicisti connazionali: in particolare su “Neurofeedback Radiations” con Francesco Guerri, violoncellista già al fianco di Carla Bozulich, e la chitarra del versatile Paolo Cantù (oggi principalmente attivo con il progetto Makhno); mentre l’apice drammatico del lato B, “Perceptual Experience Of The Body”, si consuma tra le distorsioni e i feedback del basso di Angelo Bignamini (Great Saunites) sulla batteria solenne e ritualistica di Francesco Gregoretti (Architeuthis Rex).

Assieme “corporea” e “intellettuale”, fisica e impalpabile, “A Conscious Effort” è un’opera dall’animo contrastato, sfuggente, inequivocabilmente umano. E, nel suo ambito, una delle migliori prove italiane degli ultimi anni.

(10/10/2018)

  • Tracklist
  1. Conceptual Experience Of The Body
  2. False Self Cage
  3. Boundless Hope, Boundless Illusion
  4. The Anatomy Of Envy
  5. Shamecore
  6. Pure
  7. Neurofeedback Radiations
  8. Satan Is Always Happy
  9. Perceptual Experience Of The Body
  10. You Falling
  11. Amygdala Poetry
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