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Now! (In A Minute)

2018 (Heavenly) | synth-pop, avant-pop

L’estetica dell'esordio firmato Audiobooks è basata sui contrasti: lui è biondo, lei è mora, lui ha il self control, lei la sfacciataggine e la follia, lui ha l'esperienza, lei è giovanissima, 21 anni. David Wrench è producer (Let’s Eat Grandma, Fanfarlo e Zun Zun Egui nell'invidiabile pedigree) e sound engineer di successo, ma il progetto della vita gli è piovuto all’improvviso dal cielo, grazie al fortuito incontro con Evangeline Ling, la più intrigante scoperta al femminile del 2018, fino a pochi mesi fa una sconosciuta ragazza che vagava per Shoreditch con queste storie appuntate sul cellulare, in attesa soltanto di essere messe in musica. Il riscontro della critica è stato immediato: Disco del Mese in Rough Trade East London, uno dei luoghi che dettano i trend, dove si confermano unici al mondo nella capacità di valorizzare i migliori talenti locali.

Ci vuol poco a constatare la bontà del prodotto: sin dai primissimi movimenti di “Mother Hen” è chiaro dove il duo (l'unico contributo esterno proviene da Stella Mozgawa delle Warpaint) intende immergere la propria scrittura. Per buona metà il disco ricalca i percorsi synth-pop anni 80 tanto cari a Human League e Vince Clarke, forgiando le danze sfrenate di “Hot Salt”, “Friends In The Bubble Bath” e “Dance Your Life Away” (occhio al videoclip…). Tre potenziali alternative hit ricche di quell’eccentricità pop tutta londinese, rese vive dalle teatrali performance vocali della Ling innestate ad arte sui beat e i soundscape architettati dal navigato Wrench. Ma “Now! (In A Minute)” non è un progetto pensato (solo) per ballare, bensì un prisma dal quale ben presto si dipanano molteplici rifrazioni.

La dolcezza infinita di “Car Sick”, le sfumature tenui di “It Get Be To Swansea”, le lenti piogge sintetiche dai tratti melodrammatici di “Pebbles” (Bjork che canta nei Cure di "Seventeen Seconds"?), l’ardita miscela di Lcd Soundsystem e dream-pop in ”Spooky Algorithms” (lo slancio meno riuscito) rendono questo lavoro un’opera prima multiforme e stimolante. Ma la coppia non vuole accontentarsi dei chiaroscuri wave e dei brillanti colori del pop: dalla traccia 5 innesta lo strappo decisivo, ponendo in ambiziosa simbiosi sperimentazione sintetica e performance art. Evangeline riesce nell'intento di elaborare un acrobatico incrocio in grado di far convivere le influenze delle tante muse ispiratrici: Nico, Bjork, Siouxsie, Lydia Lunch.

L’album diventa così un caleidoscopio di suoni e intenti, dove si guarda al passato per tendere all'avanguardismo. Il primo set è vinto attraverso la trance dark di “Womanly Blood”, i racconti claustrofobici e disfunzionali narrati in “Call Of Duty Free” (pagina molto horrorifico-carpenteriana), il descrittivo spoken word di “Grandma Jimmy” (dove compare anche una chitarra iper trattata) e – attenzione, qui si raggiunge lo zenit – la tumultuosa rabbia no-wave di “Dealing With Hoarders”.
Difficile prevedere su quali facce del dado David ed Evangeline intenderanno approfondire il discorso in futuro. Speriamo di poterlo verificare. Speriamo non si tratti di un (pur piacevolissimo) rapporto occasionale.

(01/12/2018)

  • Tracklist
  1. Mother Hen
  2. Hot Salt
  3. It Get Be So Swansea
  4. Friends In The Bubble Bath
  5. Womanly Blood
  6. Grandma Jimmy
  7. Dance Your Life Away
  8. Call Of Duty Free
  9. Period Talk
  10. Spooky Algorithms
  11. Dealing With Hoarders
  12. Car Sick
  13. Pebbles




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